IL PENSARE RENDE?

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sono le 05.25 del 23/03/2013

salve, eccomi ancora quì! ed ecco come lucrare sul pensiero, manca che diventi uno sport, magari olimpico, non ci sarebbe da stupirsi se portasse profitto!

 

Caffè filosofici e talk show intellettuali
A Parigi va di moda il prêt-à-penser

Bernard-Henri Lévy

 
 
Sulla scia di Bernard-Henri Lévy
fioriscono le nuove generazioni di pensatori, che spopolano sui media, nei teatri, al cinema, ovunque
ALBERTO MATTIOLI
CORRISPONDENTE DA PARIGI

Quant’è chic pensare. Passano i secoli, cambiano i regimi, oscillano le certezze, ma la passione dei francesi per i filosofi, specie per i loro, non finisce mai. Come nel Settecento, l’«ésprit» ha ancora e sempre i suoi diritti. Ha solo traslocato dai salotti delle marchese ai talk show televisivi. Però, se la location del pensiero è cambiata (e non in meglio), allora come oggi nel serraglio del bla-bla la fauna più ricercata è quella dei «philosophes», pregati di esternare su ogni ramo dello scibile umano, dalla metafisica alla politica, dal cinema alla gastronomia. Teste d’uovo che insegnano tutto, dall’ermeneutica alla corretta cottura dell’uovo alla coque (appunto). Del resto, in Francia non solo viene pubblicato un mensile filosofico,«Philosophie Magazine», ma lo si vende pure: circa 50 mila copie, un’enormità. Cogito ergo je suis. 

 

Dal 1992, il ritrovo dei filosofi (specie la domenica mattina, per unire al dilettevole del pensiero l’utile del brunch) è il «Café des Phares» in piazza della Bastiglia. E’ tale il successo che adesso ha aperto il primo «café philo» ospitato da un grande albergo, l’hôtel d’Aubusson: si cogita ogni secondo martedì del mese con Raphaël Prudenzio. Poi c’è il cinema filosofico, all’«Entrepôt», dove una domenica al mese segue dibattito (e sullo sfondo echeggia il grido di Nanni Moretti: «No, il dibattito nooo!!!»). 

 

Il modello, ovviamente, è Bernard-Henri Lévy, il più noto dei filosofi in servizio permanente effettivo, l’uomo che ha convinto Sarkozy a dichiarare guerra a Gheddafi, invidiatissimo sia per la disinvoltura con la quale si esprime su ogni possibile argomento sia per l’eleganza con la quale porta le celebri camicie bianche, molto imitate ma altrettanto inimitabili. BHL è sopravvissuto a tutto, tumultuose vicende private (i giornali «people» lo braccano come e più di una star del cinema) e pubbliche stoncature. Fino alla beffa crudele di fargli prendere sul serio un chiosatore di Kant, tale Jean-Baptiste Botul, in realtà mai esistito perché inventato di sana pianta da un giornalista malvagio. Al cinema Saint-Germain-des-Prés la sua rivista, «La règle du jeu», tiene ogni domenica mattina il suo seminario settimanale. 

 

Anche Luc Ferry non scherza. Benché come ministro dell’Educazione nazionale non abbia brillato, in tivù è più inamovibile delle previsioni del tempo. Nei rari momenti in cui non è in studio, fa lezione (il giovedì alle 12.30) al Théâtre des Mathurins. Prossimi imperdibili appuntamenti, il 28 marzo («Esiodo e Platone: la nascita delle grandi etiche aristocratiche») e il 4 aprile («L’amore che salva: Gesù e il giudaismo»). 

 

Ma già dilaga, sui media e live, una nuova generazione di filosofi alla moda, per lo più giovani, carini e occupatissimi a spiegare il mondo. E’ una «filosofia pop» che esce dai polverosi recinti accademici e per divulgare il sapere sceglie luoghi e forme inusuali. Così, il piacionissimo Vincent Cespedes (ultimo libro: «L’uomo spiegato alle donne») spezza la tortilla del sapere al «Barrio Latino». Charles Pépin, «il filosofo dandy» secondo il «Figaroscope», officia, anche lui, al cinema, per la precisione l’MK2, il lunedì alle 18. Oivier Maulin, autore delle «Luci del cielo» anima un «Circolo cosacco» al ristorante «Chez Barak» ogni giovedì alle 19. 

 

I titoli dei libri di questi giovani stilisti del prêt-à-penser oscillano fra la filosofia e il sentimento: «Corpo a corpo» di Augustin Trapenard, «Una donna con una persona dentro» di Chloé Delaume, «I filosofi e l’amore» di Aude Lancelin. Quasi una filosofia rosa. Del resto, Raphaël Enthoven è più paparazzato per la sua vita privata che per la sue opere: divorziato da Justine Lévy, figlia di BHL, ha fatto un pezzo di strada e un figlio con Carla Bruni e quando Carlà ha scelto Sarkò si è consolato con l’attrice Chloé Lambert, con cui ha avuto un altro figlio. L’ha presa con filosofia.

ribuona notte cgdg sono le 05.31 d.o.

IL PENSARE RENDE?ultima modifica: 2013-03-23T05:30:00+00:00da giorgiogiacinto
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