LO STRANO SOGNO

nulla

 

sono le 02.31 del 29/03/2013

salve, alcune notti fa ho fatto uno strano sogno e, avendolo archiviato subito in memoria, lo voglio raccontare

era l’imbrunire, mi trovavo nella mia abitazione, non quella attuale ma in uno strano misto di, cortile, aia, cucina all’aperto, mia moglie mi comunica la sua intenzione di rientrare per coricarsi e se ne va

in quel mentre, dal portone di accesso, entra un mio amico alquanto agitato e spaventato che subito mi dice “guarda che dietro di me stanno arrivando delle persone molto pericolose e cattive, stai calmo e non reagire, potrebbe finir male”

si scosta a lato e quasi sparisce alla vista, in quel mentre vedo entrare un omone gigantesco, cpelli lunghi grigi e baffoni spioventi pure grigi, che mi dice “tranquillo e calmo, siamo venuti a vedere cosa puoi darci o possiamo prendere”

ha decisamente un’aria minacciosa, penso di afferrare un grosso coltellaccio posto su un tavolo lì appresso ma poi ricordo il consiglio dell’amico e rinuncio, decido però di voltare le spalle e ignorarlo dicendo “quì non c’è nulla da prendere!”

mi si avvicina da tergo vino ad aderire alla mia schiena e farmi sentire la presenza di un determinato organo….., mi afferra le spalle e mi dice “ma guarda! una faccia da uomo su un corpo da donna!” al che io “sono stato diversi anni in un collegio in cui quest comportamenti erano abituali, non ho mai dato loro peso o cosiderati, non mi hanno mai spaventato e nemmeno adesso!” si scosta leggermente sghignazzando, mi volto e lui “hai fatto bene a stare tranquillo, ritorneremo a presto, vedi di farci trovare qualche cosa o potrebbe finire male!” apre la manona destra e vedo che nascondeva una piccola ma micidiale pistola, decisamente ho corso un serio rischio quando ho pensato al coltellaccio!

si volta ed esce, dopo poco sento il rumore di un elicottero, intanto anche l’amico decide di andarsene, esco pure io e vado a vedere nel vicino campo, prato

mentre mi avvicino al punto da dove doveva essere partito l’elcuttero noto una sola unica impronta di enorme scarpa, decisamente dell’omone, tutt’attorno lerba è calpestata, segno della presesenza di altre persone, chissà perchè ma ho la vaga impressione che lui sia arrivato a piedi e ripartito con l’elicottero, mi viene alla mente l’immagine di lui, sghignazzante, alla guida di una potente auto però!

decido di rientrare e noto nuovamente l’impronta, li a lato vedo un corpo disteso, sento un lamento e mi avvicino, è la tata di mia moglie, è morente, mi dice che l’hanno violentata, ha una grosa farita alla pancia, uno squarcio, esala l’ultimo respiro!

rientro con una furia che mi assale, devo escogitare come fargliela pagare quando torneranno, esta la pericolosità, per essere sicuro, la prima soluzione che mi viene sarebbe quella di un’azione kamikaze, con un bel giubbotto imbottito di esplosivo e un telecomando, rifletto, così però mi perderei il gusto di vedelo schiattare e non ne avrei nemmeno la certezza! mi serve altra idea!

mi procuro una lastra in robustissimo acciaio, sagomata come la mia schiena, non molto pesante, la inserisco all’inteno di un giubbotto in kevlar, antiproiettile, all’alltezza della vita, a mo di cintura, fisso una fila di potentissini cilindrotti di esplosivo, quasi una cartucciera, mi tengo pronto per la ricomparsa!

in effetti alcuni giorni dopo il tipo si ripresenta, medesima scena, mi si avvicina e io gli voto le spalleridendo “cos’hai da ridere?” mi chiede, “niente” rispondo “solo il fatto che stai per crepare” alzo la mano e facendolo vedere rilascio il pulsanta del telecomando che avevo precedentemente premuto, era la sicurezza che se mi avesse colpito subito l’esplosione ci sarebbe stata ugualmente

vengo scaraventao in avanti dall’esplosione, non subisco danni se non qualche contusione, mi giro per guardare cosa ne è stato, gli esplosivi messi a fascia attorno alla vita lhanno letteralmente tranciato in due, decido di raccogliene i resti e sotterrarli, ho una sadica idea però! ne spicco la testa e la pianto sulla punta di un palo, lancia, prendo quindi il tutto e vado a piantarlo di fronte all’ingresso con sotto un cartello : AVANTI IL PROSSIMO

mi sveglio ed ho ancora ben chiaro il sogno, rimango desto per un po’ ma visto che è notte fonda decido di riprendere sonno

riecco il sogno! il medesimo! ma sono ormai nella sua seconda parte, stessa scena e nuova esplosione, questa volta però non indosso l’esplosivo, è celato sotto una delle lastre del pavimento, chiacchierando faccio ni modo ch lui ci finisca sopra, aziono il comando, nuova esplosione, viene letteralmente ridotto in minuscoli pezzi!

la scena si chiude e sogno altro ancora, forse di meno iteresse e quindi non tenuto alla mente!

a tutt’oggi penso: qualche cosa successo realmente ad un altro io? un consiglio da tenere in considerazione? mah, chissà, chi vivrà vedrà! come si usa dire, io invece per ora me ne torno a dormire, buona notte cgdg sono le 03.48 d.o.

IL PENSARE RENDE?

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sono le 05.25 del 23/03/2013

salve, eccomi ancora quì! ed ecco come lucrare sul pensiero, manca che diventi uno sport, magari olimpico, non ci sarebbe da stupirsi se portasse profitto!

 

Caffè filosofici e talk show intellettuali
A Parigi va di moda il prêt-à-penser

Bernard-Henri Lévy

 
 
Sulla scia di Bernard-Henri Lévy
fioriscono le nuove generazioni di pensatori, che spopolano sui media, nei teatri, al cinema, ovunque
ALBERTO MATTIOLI
CORRISPONDENTE DA PARIGI

Quant’è chic pensare. Passano i secoli, cambiano i regimi, oscillano le certezze, ma la passione dei francesi per i filosofi, specie per i loro, non finisce mai. Come nel Settecento, l’«ésprit» ha ancora e sempre i suoi diritti. Ha solo traslocato dai salotti delle marchese ai talk show televisivi. Però, se la location del pensiero è cambiata (e non in meglio), allora come oggi nel serraglio del bla-bla la fauna più ricercata è quella dei «philosophes», pregati di esternare su ogni ramo dello scibile umano, dalla metafisica alla politica, dal cinema alla gastronomia. Teste d’uovo che insegnano tutto, dall’ermeneutica alla corretta cottura dell’uovo alla coque (appunto). Del resto, in Francia non solo viene pubblicato un mensile filosofico,«Philosophie Magazine», ma lo si vende pure: circa 50 mila copie, un’enormità. Cogito ergo je suis. 

 

Dal 1992, il ritrovo dei filosofi (specie la domenica mattina, per unire al dilettevole del pensiero l’utile del brunch) è il «Café des Phares» in piazza della Bastiglia. E’ tale il successo che adesso ha aperto il primo «café philo» ospitato da un grande albergo, l’hôtel d’Aubusson: si cogita ogni secondo martedì del mese con Raphaël Prudenzio. Poi c’è il cinema filosofico, all’«Entrepôt», dove una domenica al mese segue dibattito (e sullo sfondo echeggia il grido di Nanni Moretti: «No, il dibattito nooo!!!»). 

 

Il modello, ovviamente, è Bernard-Henri Lévy, il più noto dei filosofi in servizio permanente effettivo, l’uomo che ha convinto Sarkozy a dichiarare guerra a Gheddafi, invidiatissimo sia per la disinvoltura con la quale si esprime su ogni possibile argomento sia per l’eleganza con la quale porta le celebri camicie bianche, molto imitate ma altrettanto inimitabili. BHL è sopravvissuto a tutto, tumultuose vicende private (i giornali «people» lo braccano come e più di una star del cinema) e pubbliche stoncature. Fino alla beffa crudele di fargli prendere sul serio un chiosatore di Kant, tale Jean-Baptiste Botul, in realtà mai esistito perché inventato di sana pianta da un giornalista malvagio. Al cinema Saint-Germain-des-Prés la sua rivista, «La règle du jeu», tiene ogni domenica mattina il suo seminario settimanale. 

 

Anche Luc Ferry non scherza. Benché come ministro dell’Educazione nazionale non abbia brillato, in tivù è più inamovibile delle previsioni del tempo. Nei rari momenti in cui non è in studio, fa lezione (il giovedì alle 12.30) al Théâtre des Mathurins. Prossimi imperdibili appuntamenti, il 28 marzo («Esiodo e Platone: la nascita delle grandi etiche aristocratiche») e il 4 aprile («L’amore che salva: Gesù e il giudaismo»). 

 

Ma già dilaga, sui media e live, una nuova generazione di filosofi alla moda, per lo più giovani, carini e occupatissimi a spiegare il mondo. E’ una «filosofia pop» che esce dai polverosi recinti accademici e per divulgare il sapere sceglie luoghi e forme inusuali. Così, il piacionissimo Vincent Cespedes (ultimo libro: «L’uomo spiegato alle donne») spezza la tortilla del sapere al «Barrio Latino». Charles Pépin, «il filosofo dandy» secondo il «Figaroscope», officia, anche lui, al cinema, per la precisione l’MK2, il lunedì alle 18. Oivier Maulin, autore delle «Luci del cielo» anima un «Circolo cosacco» al ristorante «Chez Barak» ogni giovedì alle 19. 

 

I titoli dei libri di questi giovani stilisti del prêt-à-penser oscillano fra la filosofia e il sentimento: «Corpo a corpo» di Augustin Trapenard, «Una donna con una persona dentro» di Chloé Delaume, «I filosofi e l’amore» di Aude Lancelin. Quasi una filosofia rosa. Del resto, Raphaël Enthoven è più paparazzato per la sua vita privata che per la sue opere: divorziato da Justine Lévy, figlia di BHL, ha fatto un pezzo di strada e un figlio con Carla Bruni e quando Carlà ha scelto Sarkò si è consolato con l’attrice Chloé Lambert, con cui ha avuto un altro figlio. L’ha presa con filosofia.

ribuona notte cgdg sono le 05.31 d.o.

L”INCOMPRESO

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sono le 02.22 del 23/03/2013

salve, rieccomi quì!

mi rendo conto di avere una mente contorta, quindi il più delle volte le mie esposizioni sono un vero groviglio! che ci crediate o no, mettere i pensieri su carta o esporli a voce non è certamebte facile, avavo provato con un miniregistratore ma il risultato è stato quello di sembrare ub pazzo o ubriaco, nel primo caso la cosa non desterebbe preoccupazioni!

ma torniamo al sodo, ho affermato che la mente è un mezzo potentissimo per ottenere grandi risultati, la cosa che mi lascia alquanto deluso è il “come” questa viene usata, vedo e leggo di come i nostri antichi antenati osservavano il cielo e la natura, di come i filosofi e non riflettesero e ipoptizzassero di come funzionasse l’universo, come sono state viste le costellazioni? come si sono iterpretati i cicli temporali? ci sono osservazioni fatte senza nezzi e seza dispendio fatte solo con l’osservazione e con il ragionamento che ci lasciano ancora perplessi dopo millenni! poco, trovo, è stato lo studio sull’uomo, diciamo quasi niente! si sa che esiste l’energia, di questa ne vengono studiati effetti e funzionamento ma, porcaccia la miseria! il tutto porta sempre allo scopo finale del lucro! voglio fare un esempio recente, GALILEO, le sue teorie e le sue ricerche le ha fatte forse per brevettare il suo cannocchiale? ha forse sritto perchè qualche editore pubblicasse e VENDESSE i suoi scritti? no, la vera scienza non dovrebbe sottostare al vile denaro, specialmente se, visto che il denaro è una cosa materiale da noi inventata per condizionare la nostra vita, viene sottratto alle cose materiali, ovvero la pretesa che altri paghino perchè tu possa pensare. bera assurdità!

viaggio tuuti i giorni nel tempo e nello spazio, cerco di orientare la mia forza mentale a beneficio del mio fisico, espongo le mie idee e risultati senza pretendere che altri facciano altrettanto, ho visto che le nie considerazioni terra terra poi vengano verificate con grande clamore, riesco a rimediare a malori fisici solo con l’orientamento della mente, senza bisogno di stupidi farmaci che mirati, curano 1 e danneggiano 2, ma portano grande vantaggio alle case farmaceutiche, ci sono antiche metodologie orientali che già insegnavano, e sicuramente non per lucrare, visto che viaggiavano elemosinando qualche ciotola di riso, ma no! noi, piccoli miseri esseri umani preferiamo navigare nella nostra piccolezza e stupidità, anzi, visto che è così grande, infinita, la prendiamo a modello come una grande cosa, una meta da raggiungere e superare, per questo motivo ci riteniamo superiori ad ogni altro esssere vivente, in stupidità

se il tempo me lo permette e la corrente di energia pure, un domani, forse, scriverò di qualche mio viaggio nell’infinito, di una cosa sono certo, sarà una bellissima esposizione contorta e incomprensibile come il sottoscritto, ma che importa? sarò forse il solo a comprendere e capire o magari qualcunoun domani ne farà una traduzione e interpretazione, spero solo non lucrandoci sopra, buona nottata, io riparto per un mio viaggio! cgdg sono le 04.19 d.o.

SERVE A FARMI INCAVOLARE!

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sono le 01.17 del 22/03/2013 

buona sera, so benissimo che non dovrei, infatti a nulla serve, ma certe letture mi fanno incavolare!

L’Agenzia Spaziale Europea svela 
le foto inedite dal satellite Planck
a 300 mila anni dal Big Bang.
È il più sensibile ricevitore radio realizzato per studiare il cosmo
ANTONIO LO CAMPO
 

Scrutare indietro nel tempo, con un viaggio spazio-temporale in grado di farci vedere la fase iniziale della formazione dell’universo. Può sembrare la breve trama di un film di fantascienza, ma è realtà. Non è possibile farlo con l’occhio umano naturalmente, ma tramite i sofisticati occhi elettronici di uno strumento scientifico realizzato da un gruppo di ricercatori italiani, che si trova a bordo del satellite europeo “Planck”, nello spazio dal 2009. 

Questo apparato, che ha la sigla LFI (“Low Frequency Instrument – Strumento a bassa frequenza”), è il più sensibile ricevitore radio fino ad ora realizzato per studiare la radiazione cosmica di fondo e tracciarne una mappa dettagliata.  

Assieme all’apparato ad alta frequenza realizzato da ricercatori francesi, LFI rappresenta la parte più consistente, in termini scientifici, della missione, che negli ultimi tre anni ha “scrutato” nello spazio-tempo per avere informazioni sempre più precise sulla nascita dell’universo, e sui primi istanti della sua formazione, 300 mila anni dopo il big bang. Che sembrano tanti, ma in termini cosmologici, si tratta della prima luce dell’universo subito dopo la “grande esplosione” iniziale! 

Questa mattina, presso la sede ESA a Parigi, sono stati presentati i nuovi risultati e la nuova mappa dell’universo da parte del satellite europeo Planck. 

 

Un satellite che “scruta” nella radiazione di fondo a microonde  

E’ stato un po’ come togliere il velo sull’universo. La nuova mappa di Planck è più dettagliata rispetto a quella elaborata precedentemente, nell’estate 2010. E c’è anche la carta d’identità: l’Universo ha 13,81 miliardi di anni. 

A presentare i nuovi dati cosmologici di Planck, questa mattina, con l’introduzione di Jean Jaques Dordain, Direttore Generale dell’ESA, c’era George Efstathion , Direttore del Kavli Institute for Cosmology dell’Università di Cambridge. 

Assieme a loro, un team di ricercatori, tra i quali il nostro Nazzareno Mandolesi, dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica dell’INAF di Bologna, che è anche a capo del team (di 22 istituti e centri di ricerca) che ha realizzato lo strumento LFI a bassa energia.  

Eccone i risultati. Per la nostra galassia, la Via Lattea, è stata realizzata una mappa dell’ emissione delle polveri, prodotte dalle stelle alla fine della loro vita, e poi sparse nel mezzo interstellare. Sempre per la nostra galassia, è stata realizzata una mappa dell’ emissione degli elettroni liberi presenti tra le stelle. Per il cosmo intergalattico è stata realizzata una mappa della radiazione diffusa dal gas caldissimo degli ammassi di galassie, anche da quelli talmente lontani da non essere mai stati osservati prima. Infine, è stata separata anche la mappa della radiazione prodotta nei primi istanti dopo il big bang, il fondo cosmico di microonde, la cui immagine permette di stabilire la geometria, la composizione e l’ evoluzione dell’ universo a grande scala.  

“E’ un po’ come analizzare le acque alla foce di un grande fiume, e farlo talmente bene da poter risalire precisamente ai contributi di ciascuno dei suoi affluenti. Le nuove mappe di Planck permettono di stabilire per la prima volta esattamente quanta radiazione proviene dalla nostra galassia, quanta dall’ universo extragalattico, quanta dall’ universo primordiale” riferisce il prof. Paolo de Bernardis, responsabile delle attività Planck presso l’Università La Sapienza di Roma..  

“Grazie all’ utilizzo di diverse tecnologie (radiometri e bolometri) e temperature molto basse (230 gradi sotto zero per il telescopio, e solo un decimo di grado sopra allo zero assoluto per i rivelatori) Planck ha lavorato con sensibilità, stabilità e affidabilità senza precedenti. E grazie alla copertura delle alte frequenze con i bolometri è stato possibile è stato possibile ottenere risultati che i satelliti precedenti non erano in grado di fornire” – afferma Federico Nati, giovane ricercatore presso il Dipartimento di Fisica di Sapienza.  

“Avendo a disposizione dati multifrequenza, è stato possibile studiare la materia calda presente negli ammassi di galassie ed in filamenti che collegano tra loro gli ammassi di galassie. Infatti queste particelle veloci cedono energia alla radiazione proveniente dall’ universo primordiale, diminuendone l’ intensità a basse frequenze ed aumentandola ad alte frequenze. Con questo metodo si possono studiare gli ammassi ed i superammassi di galassie più lontani e più grandi, e Planck ha prodotto un catalogo di più di 1200 ammassi distribuiti su tutto il cielo: in un certo senso l’ ossatura dell’ universo” – spiega Silvia Masi, del Dipartimento di Fisica de La Sapienza, coinvolta in Planck fin dalla realizzazione dell’ hardware di missione – “Il prossimo esperimento, che misurerà con precisione ancora migliore questi effetti, è il nostro OLIMPO, un grande telescopio da pallone stratosferico, finanziato dall’ Agenzia Spaziale Italiana, che osserverà il cielo a microonde simultaneamente in 30 bande spettrali, e con nitidezza ancora migliore di quella ottenuta da Planck”. 

 

Il satellite Planck dell’ESA europea  

Il progetto per il prezioso LFI è stato realizzato da un consorzio di nazioni e agenzie spaziali con il contributo scientifico dei ricercatori italiani dell’INAF (l’Istituto Nazionale di Astrofisica), con il coordinamento e il finanziamento dall’Agenzia Spaziale Italiana. 

I due Principal Investigator della missione, cioè i responsabili scientifici, sono il francese Jean-Loup Puget, e l’italiano Nazzareno Mandolesi,  

Il protagonista è il satellite Planck dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), Si tratta di un grande satellite a forma di tamburo, sormontato dal suo grande telescopio. 

Il lancio avvenne il 14 maggio 2009 a bordo di un razzo vettore Ariane 5 dalla base europea della Guyana Francese, insieme ad un altro importante satellite scientifico europeo, l’Osservatorio Spaziale Hershel. 

“Planck osserva fino quasi ai confini estremi del tempo” – precisa Nazzareno Mandolesi – “per cogliere la prima istantanea possibile dell’Universo: quella “scattata” 350.000 anni dopo il Big Bang, quando l’Universo divenne “trasparente”. E dunque, per la prima volta, osservabile”. 

“Sono circa sessanta i ricercatori dell’INAF coinvolti nell’esperimento” – aggiunge Mandolesi – “tra le Università di Milano, Roma Tor Vergata, Pisa e Bologna, che studiano i dati ricevuti. Dati che sono dieci volte più dettagliati rispetto a quelli ricevuti negli anni scorsi dal suo predecessore, il satellite americano COBE”. Dopo il lancio, una volta raggiunta l’orbita terrestre, l’ultimo stadio di Ariane aveva rilasciato nello spazio sia Planck che il satellite Herschel, ed entrambi i satelliti puntarono, assieme, verso la regione dello spazio chiamata L-2 . Planck in particolare, dopo sei mesi accese i propri razzi di trasferimento, per andarsi a posizionare nell’”orbita Lissajous” a circa 1 milione e mezzo di chilometri dalla Terra; il punto è considerato “strategico” poiché in L-2 non arrivano emissioni dalla Luna, dalla Terra o dal Sole, che possono creare inconvenienti alle osservazioni del satellite.  

Il satellite, per permettere ai suoi strumenti di operare correttamente, funziona con una temperatura interna di -253 gradi centigradi, quindi prossima allo zero assoluto. Si tratta di quella sorta di “membrana” molto sensibile, capace di rivelare i segnali testimoni della nascita dell’universo. 

In commercio esistono ormai da molti anni telecamere e macchine fotografiche sensibile alla luce infrarossa, che permettono di fotografare una persona, per esempio, anche in una stanza buia: “Il segreto scientifico di questa missione” – aggiunge Paolo De Bernardis, che ha diretto le missioni BOOMERanG, con apparati inviati nella stratosfera per lo studio della radiazione di fondo a microonde e ha contribuito allo strumento HFI di Planck – “è che la luce che Planck raccoglie non solo è molto debole, ma corrisponde a una temperatura di circa -270 gradi centigradi. Se non venissero raffreddati gli strumenti a temperature così basse, la stessa elettronica che li fa funzionare riscalderebbe il telescopio sufficientemente da fargli emettere una luce che inquinerebbe i dati da raccogliere”. 

I risultati presentati ieri offrono anche nuove percentuali su come è composto l’universo: energia oscura al 68,3 per cento; materia oscura al 26,8 per cento; e solo il 4,9 per cento di materia ordinaria. Insomma, c’è ancora molto da fare e da scoprire… 

Gli obiettivi scientifici Questa sorta di “macchina del tempo” che è Planck, sta quindi cercando di fornire diverse risposte a domande quali: l’universo continuerà ad espandersi per sempre, oppure prima o poi collasserà? Qual’é la vera età dell’universo? Qual’é la natura della famosa (e misteriosa) “materia oscura”? 

“Planck infatti studia le caratteristiche della radiazione cosmica di fondo” – aggiunge De Bernardis – “che è una conseguenza della nascita stessa dell’universo. Secondo la teoria del Big Bang, infatti, una frazione di secondo dopo la sua creazione l’Universo era costituito da un brodo di particelle e di radiazione elettromagnetica in equilibrio: qualsiasi luce venisse emessa, veniva subito riassorbita dalla materia. L’universo era completamente opaco, ma espandendosi si è andato anche progressivamente raffreddando, fino a quando non è divenuto trasparente alla radiazione che lo costituiva, poche centinaia di migliaia di anni dopo il Big Bang”. 

“La radiazione che Planck studia” – aggiunge l’astrofisico – “è proprio quella emessa quando l’universo è divenuto trasparente: figlia diretta, dunque, dell’espansione progressiva dell’universo e del suo progressivo raffreddamento. Dopo un viaggio di 13 miliardi di anni, ci porta una precisa informazione sulla temperatura, dell’universo nell’istante in cui è stata rilasciata”. 

Planck si inserisce in una linea di ricerca che già ha fruttato diversi premi Nobel per la fisica, tra cui quello assegnato nell’ottobre 2006 ai due ricercatori americani: oltre a Smoot infatti, il Nobel è stato assegnato anche a John C. Mather, per i risultati ottenuti con il primo satellite dedicato allo studio della radiazione cosmica di fondo, il COBE. 

“Con questa radiazione, si può osservare un universo senza stelle, senza galassie, senza pianeti, senza nessuna di quelle straordinarie immagini astronomiche a cui siamo abituati. Si può osservare inoltre un universo costituito da un miscuglio di particelle e radiazione che, in prima battuta appare essere identica in tutte le direzioni, una zuppa in ogni punto del quale misuriamo la medesima temperatura”. 

“Ma quando lo osserviamo con la sensibilità di Planck” – conclude De Bernardis – “questo universo apparentemente piatto e poco interessante rivela un volto molto più intrigante. Vi sono, in quella zuppa vitale che ancora non ha struttura, piccole, piccolissime disomogeneità, differenze di temperatura di appena qualche milionesimo di grado. Queste fluttuazioni caotiche sono di straordinaria importanza, perché oggi sappiamo che proprio nelle aree più fredde identificate da questi dati, si sono formate le prime galassie, le prime stelle e dunque noi stessi. In definitiva, dunque, Planck ha raccolto dati straordinari sulla nostra origine, mappando con un dettaglio mai raggiunto prima, la distribuzione di queste disomogeneità”.

insomma, la nostra vita dura al massimo nelle vicinanze del secolo, siamo quì per un brevissimo periodo, navighiamo nel liquame quotidianamente e si vanno a sprecare tempo, denaro, investimenti, in cose assurde, di nessun risultato giovevole, a che o a chi serve sapere cosa è stato MILIARDI DI di anni fa? non sarebbe meglio investire nel rendere vivibile anche solo una prossima generazione? scusate, dimenticavo, la stupidità umana forse è più grande……..no paragonabile all’universo, meglio dormirci sopra, tra poco mi passa, vista l’inutilità! buona notte cgdg sono le 01.28 d.o.

I 3 REGNI DELLA NATURA…no 4!

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sono le 21.36 del 08/03/2013

buona sera, ricordo che alle elementari, nella sezione scienze, mi avevano detto che in natura esistono 3 regni: animale, vegetale e minerale, con il passare degli anni ho accettato questa formula ma purtroppo ho notato la presenza di un ulteriore regno, il demenziale!

analizzando la parola il signifcato è “senza mente” ovvero senza cervello, non parlo di pazzia o follia anzi! è ben noto che i grandi personaggi son stati alquanto strambi, seguivano il loro pensiero

i veri dementi sono coloro che si legano alle convinzioni altrui sebza usare la propria capcità cognitiva vanno avahti come un cavallo con i paraocchi, purtroppo alla mancanza cerebrale zonsegue una carenza di vista e vanno a sbattere contro qualsiasi ostacolo, essendo in molti capirete che, se cade uno dei primi crea una caduta a catena, se poi cade il primo…..che massacro! purtroppo quell dietro seguono e non vedono che la coda di chi precede, quando arriva il pericolo ormai è tardi

giorni orsono ho scritto un piccolo sempice pensiero e l’ho sottoposto alla lettura di alcune persone, con gran delusione ho notato che dai loro commenti nessuno aveva compreso il vero significato, d’accordo che io abbia una mente un tantino contorta ma…..! ciascuno di loro aveva interpretato a modo….suo? no nemmeno quello ma bensì con riferimenti e parole altrui, diversamente avrebbe capito

purtroppo in questo regno demenziale, o di questo regno, ci sono i grandi trascinatori, imbonitori, aprono bocca e ne esce oro colato, almeno così credono gli uditori, come i mie, famosi lettori, così si crea il grande branco di cavalli ciechi che nella loro corsa purtroppo travolgono e massacrano individui non partecipi

il bello è che se avviene la caduta e il capobranco riesce a rialzarsi, pure loro magari mezzi sciancati riprendono a seguire, manco i cavalli selvaggi seguono questa regola! ma forse loro non sono dementi

purtroppo mi è chiaro che nulla posso fare in merito, devo cosiderare che, anche se ne avessi le doti o capacità, molto facilmente otterrei dietro a me solo, forse, un branco di dementi, quindi?

mi accomodo sul colle e osservo quel che accade, e che certamente accadrà visto che già tutto è stato e da venire, buona serata, prendete una sedia e accomodatevi anche voi! cgdg

sono le 22.15 d.o.