SONO QUELLO CHE SONO!

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sono le 21.26 del 31/07/2012

buona sera! mi ero impegnato a suo tempo di dire sempre la verità, anche se questa in fondo non esiste, quindi parlo solo della MIA verità! che valore possa aver non lo so, in effetti potrebbe valer meno dello stagno….così poco? per la miseria! mettiamo che si scopra un immenso filone d’oro in una certa nazione ma che invece, avendo necessità per problemi interni si trovi senza stagno, quale potrà essere il valore dello stagno in quella nazione? faccio un’ipotesi…decisamente superiore all’oro!, non esistono pietre di paragone se noi poniamo a noi stessi dei limiti, purtroppo non ne abbiamo a livello massino, conosciamo a malapena  quelli a livello minimo, che ingiustamente critichiamo! buona serata cgdg sono le 21.39 d.o.

SPIEGAZIONI SEMPLIFICATE NON DA TECNICO MA DA PENSATORE

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sono le 20.12 del 24/07/2012

buona sera, come avrete già capito le mie sono semplici esposizioni di pensieri, alle volte supportate in seguito da risultati scientifici, in seguito!! ma veniamo al dunque, ho sempre affermato che l’universo è solo vibrazione, frequenza, vediamo ora di spiegare ai profani il vero significato

impulsi: segnali in movimento nello spazio, elettronici, magnetici, semplici cambiamenti di stato

generalmente vengono distinti per lunghezza d’onda e frequenza

cosa significa lunghezza d’onda? semplicemente la lunghezza della stringa di impulsi che io devo decodificare, mettiamo che sia di 1000 impulsi, tra 0 e 999 c’è il significato di quello che sto trasmettendo, li mi devo fermare e ripartire, non mi sarebbe possibile leggere un dato su una lunghezza di 1001, sbaglierei l’interpretazione poichè il mio sistema si ferma a 1000! tutto il reso diventerebbe caotico e quindi non leggibile

ora passiamo alla frequenza, la stringa di impulsi deve essere completata in un determinato tempo, mettiamo 10 khz? kilo herz, ovvero 1000 stringhe al secondo, anche questa ha le medesime caratteristiche della lunghezza, solo quello che stà in quella frequenza può essere interpretato, vediamo la capacità del cervello di recepire frequenze tramutate in sonore e o luminose

l’universo è pieno di questi segnali, è fatto di questi! che poi il famoso bosone leghi e dia inizio alla materia  è un altro discorso! con la tecnologia siamo riusciti a manipolare e usare alcuni di questi segnali, vedi la radio, il radar, il sonar, le varie ecografie ecc. abbiamo un apparato di emissione ed uno di ricezione, quando viene emesso un determinato segnale, se incontra ostacoli, viene recepita una risposta, in base anche a una sua deformazione, si possono pure appurare alcuni diversi significati, a questo punto faccio riferimento alla luce, passando attraverso un prisma di vetro mostra l’intiero spetro  di colori diversi, adesso vengo a quanto ha generato questo post, quanto ho detto è solo una spiegazione senplice semplice di quanto avviene e delle innumerevoli possibilità in chiave di lettura!

ed ecco il fatto

Scoperta macchina trova tumori, cessata produzione 4 anni fa

“Un tubo lungo 30 centimetri che permette di scoprire i tumori non appena cominciano a formarsi. Una sonda elettromagnetica che vede qualsiasi infiammazione dei tessuti. Un esame che dura appena 2-3 minuti, non è invasivo, non provoca dolore o disagi al paziente, e fornisce immediatamente la risposta.” Questa la breve descrizione di una macchina che individua i tumori, prodotta da una azienda che ha cessato la sua attività 4 anni fa.

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SOCIAL:

    

Clarbruno Vedruccio – laureato in fisica e in ingegneria elettronica negli Stati Uniti – ha inventato il bioscanner mentre stava lavorando su tecnologia militare per le forze armate italiane. “Nel 1985 collaboravo col battaglione San Marco. – racconta lo stesso professore – Mi fu chiesto se ero in grado di mettere a punto una tecnologia per intercettare i pescatori di frodo che di notte approdavano sull’isola di Pedagna, zona militare al largo di Brindisi (…) Stavo lavorando a una specie di radar antiuomo, come quelli che gli americani usavano in Vietnam. (…) Volevo sperimentare la possibilità di usare l’elettromagnetismo anche per rintracciare le mine antiuomo sepolte nel terreno: il rilevatore registrava qualsiasi discontinuità nella compattezza della sabbia fino a 20 centimetri di profondità. Mentre ero nel mio laboratorio, notai che sugli analizzatori di spettro una delle tre righe spettrali spariva completamente ogniqualvolta mi avvicinavo al banco di prova. Strano. Quel giorno avevo ingurgitato un panino col salame in treno ed ero in preda a una gastrite terribile. Mi si accese una lampadina in testa. Chiamai Enrico Castagnoli, ex radarista della Marina, mio vicino di casa, e gli chiesi come si sentisse in salute. “Benone”, mi rispose. Ripetei la prova su di lui: nessuna variazione di spettro. La conferma che cercavo.” Ecco la spiegazione semplice di una scoperta tanto importante. E per comprendere ancor meglio il procedimento del bioscanner, Vedruccio aggiunge: “I tessuti sani hanno una capacità elettrica più bassa, quelli infiammati più elevata, quelli oncologici ancora maggiore. In pratica il mio bioscanner consente di fare una specie di biopsia elettromagnetica, quindi incruenta, dei tessuti biologici, grazie a tre frequenze in banda Uhf, intorno ai 460, ai 920 e ai 1350 megahertz. In particolare, il segnale sulla prima frequenza interagisce con le formazioni tumorali maligne, evidenziando un abbassamento della riga spettrale”.

Alla domanda se l’apparecchio che ha realizzato è in grado di individuare qualsiasi tipo di tumore, l’ingegnere elettronico risponde con estrema chiarezza: “A eccezione delle leucemie. Ma i tumori solidi su cui abbiamo indagato li ha letti tutti. Ho visto alcuni carcinomi del seno con due anni d’anticipo sull’ecografia e sulla mammografia”. E riporta la percentuale di attendibilità della macchina in relazione al tipo di tumore. “Il bioscanner ha l’omologazione dell’Istituto superiore di sanità, che ne ha attestato la non nocività. Per ogni organo occorre poi una procedura di validazione presso enti accreditati dal ministero della Salute. Per le ovaie la sperimentazione avviata dall’Istituto nazionale dei tumori di Milano ha dimostrato un indice di sensibilità del 91%, il che è particolarmente confortante, trattandosi di una neoplasia che non dà sintomi e in genere viene scoperta quando vi sono già le metastasi. Nello stesso istituto sono stati testati i tumori del retto: siamo sull’89% di attendibilità. Le prove per la tiroide e lo stomaco-duodeno, eseguite nelle Università di Catanzaro e Genova e nell’ospedale maggiore della Marina militare a Taranto, si sono rivelate esatte al 90% e in due casi al 100%. I tumori della vescica, testati all’ospedale Vito Fazi di Lecce, hanno restituito un dato sicuro nell’89,5% dei casi. Per la prostata e il seno siamo al 72%”. L’intervistatore a questo punto domanda: “Il margine d’errore a che cos’è dovuto?” e Vedruccio risponde: “All’imperizia di chi esegue l’esame e alla fallibilità di tutti i sistemi diagnostici. Non dimentichiamo che anche un ecografo può sbagliare nel 45% dei casi: tanto varrebbe buttare in aria una monetina e fare a testa o croce. Da uno studio pubblicato sulla rivista Urology nel 2008, e relativo alla diagnostica della prostata, risulta che il bioscanner ha offerto un’accuratezza del 72% contro il 55% di un’ecografia transrettale, tanto invasiva quanto fastidiosa”.

Le indicazioni sono molto incoraggianti, verrebbe da pensare che ogni ospedale abbia ordinato la sonda Trimprob ma l’inventore ci riporta drammaticamente alla realtà. “Se il Trimprob fosse dato in dotazione ai medici di base, si risparmierebbero miliardi di euro spesi per accertamenti diagnostici spesso inutili. Purtroppo è presente solo in 50 ospedali sui circa 2.000 esistenti in Italia. (…) Si trova in Giappone, Brasile, Malesia, Turchia, Iran, Regno Unito, Francia, Belgio. Ma (…) la Galileo Avionica ha smesso di produrlo e io mi ritrovo a pagare le spese per il mantenimento del brevetto internazionale dalla Cina al Sudafrica, dall’India al Canada. Si tratta di costi largamente superiori al mio stipendio”. Siamo basiti. Il professore con convinzione e coraggio paga caramente il mantenimento dei brevetti, una decina arrivando a pagare non meno di 100 mila euro all’anno. “L’esame dura poco o niente, non vi è un’esposizione cronica e la frequenza ha uno spettro di assorbimento selettivo sui tessuti infiammati, non su quelli sani. Il Trimprob utilizza una potenza 100 volte inferiore a quella dei cellulari: 10 milliwatt contro 2 watt. Però bisogna essere onesti: l’industria non ha alcun interesse a divulgare le indagini che invitano ad applicare il principio di precauzione all’elettromagnetismo.” Che cosa significa? Noi siamo bombardati da onde: cellulari, radio, televisori. Se le cellule assorbono le onde, come potrebbero le industrie continuare a produrre strumenti che le emettono? E per giunta senza pagare dazio, liberi di reclamizzare ogni prodotto, di metterlo in mano anche ai bambini. La storia si ripete, l’abbiamo già visto. Un esempio che viene alla mente? Il fumo, le sigarette. Cancro sì, cancro no. E intanto la gente si abituava a fumare e si ammalava. E intanto molti si arricchivano. I bioscanner ora in uso in Italia non saranno eterni e – in assenza di una azienda produttrice – non saranno sostituiti. Quante persone esiteranno prima di decidersi per una biopsia, quante persone non verranno sottoposte agli esami tradizionali perché costosi. La verità prima o poi emergerà, ma nel frattempo – ancora –  qualcuno sta facendo affari d’oro. Ma forse il mistero verrà svelato. Forse le nostre domande infrangeranno il silenzio, complice di ogni delitto irrisolto, forse il nostro pensiero farà abbastanza rumore. Per chi volesse saperne ancora e di più, basta cliccare qui per accedere al sito di Vedruccio.  

per essere più chiaro metto pure il link!

http://www.net1news.org/scoperta-macchina-trova-tumori-cessata-produzione-4-anni-fa.html

per eventuali domande, sempre disponibile! buona serata, cgdg sono le 20.54 d.o. 

VERAMENTE NON HO CAPITO!

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sono le 20.10 del 20/07/2012

buona sera, leggo, ascolto, vedo, cosa? vibrazini, frequenze che arrivano al mio ricevitore, cervello, decodificate in immagini, suoni ecc.

adesso mi viene da pensare…ma tutto quello che mi stà arrivando addosso, lo stò decifrando correttamente? o vedo il rosso al posto del blù, sento una melodia al posto di un rantolo? visto che non dò mai nulla per certo o per scontato, mi accorgo che in sostanza non ci capisco niente di quello che avviene, e forse è meglio così! buona notte cgdg sono le 20.19 d.o.

OTTIMO PESSIMISMO…..MA!

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sono le 13.19 del 06/07/2012

salve! eccomi ancora alle prese con il maledetto grande pertugio! (il busone) come è lecito fare mi arrivano alla mente le più malsane idee che possano definire una eventuale prospettiva d’uso di tale scoperta, pure fantasie ma non per questo da escludere, erano infatti fantasie i viaggi nello spazio!

milleni orsono i cinesi già conoscevano la polvere pirica, veniva usata per spettacolari fuochi d’artificio, venutone a conoscenza. l’homo europeo, ha subito trovato il modo di tramutarla in arma, via via si è arrivati al tritolo, alla dinamite, al plastico ecc. lo stimolo bellico ha sempre dato grandi contributi alla scienza, si è scoperta la pennicillina per combattere le cancrenose infezioni prodotte dalle polveri da sparo e ancora altre scoperte sempre legate alle guerre, la scissione dell’atomo? per produrre in primis la bomba nucleare! poiii….è iniziata la ricerca per combattere i danni causati dalle radiazioni, per il momento ancora zero assoluto!

vediamo ora l’eventuale utilizzo del bosone, si presume sia il legame che tiene unita la materia, l’atomo, ne forma una massa e quindi una consistenza e un peso, avete presente i film dove viene usato il disintegratore? ebbene non è un raggio atomico a produrre questo effetto, troppo grande l’arma da costruire, ma…..vediamo il laser….se io riuscissi a produrre un’onda in grado di neutralizzare l’effetto del bosone, cosa potrebbe succedere? lo svincolo degli atomi la migrazione totale di questi senza legami, massa, peso, ovvero….disintegrazione! fantasioso vero? ma la stupidità umana non ha confini, mai dire mai! questo potrebbe essere un valido motivo per le costose ricerche, ad altra data! cgdg sono le 13.41 d.o.

ALLA FINE DELLA FIERA?

nulla

 

sono le 20.56 del 05/07/2012

buona sera, ho parlato nel post precedente della “particella di dio” ovvero il bosone, già capita la totale inutilità della scoperta, diciamo meglio di una “forse” possibile sua presenza, quì finisce come la storia dei neutrini, sono comunque andato alla ricerca di informazioni e ho fatto anch’io una scoperta, verifica, tra tutto quanto ho letto, trovo solo citate le grandi tempistiche che si son rese necessarie, i grandissimi impianti che sono stati usati, il cern di ginevra, appena accennati i numerosissimi miliardi spesi di denaro, diciamolo pure chiaramente, pubblico, porcaccia la miseria se son riuscito a trovare 1 dico 1 accenno a qualche particolare utilizzo del bosone, non disseta, non sfama, c’è e continuerà ad esserci ma di sicuro non ha nessuna utilità pratica, non lo si può usare in alcun modo, sarebbe come voler alterare il tempo, il pensiero, mi pare che sia più che sufficiente intuire una sua presenza, e assolutamente inutile sprecare tempo e denaro per dimostrarlo, dalle cifre che ho letto intercorrono miliardi di anni…..non è per nulla certo che l’umanità, così come è ora, arrivi a festeggiare la fine del 3° millennio! comunque provate a leggere, finale sconsolante!

Alla fine il bosone di Higgs, folcloristicamente soprannominato «particella di Dio», ha fatto la sua comparsa in due colossali esperimenti del Cern di Ginevra. È il punto di arrivo di un cammino iniziato negli Anni 60 del secolo scorso. L’ultimo tassello di un puzzle che i fisici hanno messo insieme pazientemente in mezzo secolo di lavoro costruendo macchine sempre più grandi, potenti e costose.

Si chiamano bosoni, dal nome del fisico indiano Bose che con Fermi ne descrisse le proprietà, le particelle che trasportano una forza. Sono bosoni, per esempio i fotoni, cioè le particelle che costituiscono la luce, e i gluoni, la «colla» che tiene insieme i nuclei degli atomi. Il bosone di Higgs è speciale: è la particella che conferisce una massa a tutte le altre particelle, e quindi in qualche modo dà ad esse l’esistenza i n quanto oggetti materiali. Questa è la sua potenza «divina».

Da ieri, dunque, conosciamo il segreto della massa delle particelle subnucleari, e quindi sappiamo come è fatto l’universo visibile (purtroppo stiamo parlando solo del 4 per cento di quanto esiste, il 96% ci sfugge perché è sotto forma di materia ed energia invisibili). Fatto non irrilevante, sappiamo inoltre perché si sono spesi sette miliardi di euro nel Large Hadron Collider, Lhc, un anello di magneti lungo 27 chilometri nel quale due fasci di protoni si scontrano a energie mai raggiunte prima.

Certo, gli scienziati preferiscono essere prudenti, tutto deve essere meglio verificato. Solo a fine luglio una pubblicazione metterà nero su bianco i risultati preliminari presentati ieri mattina nell’auditorium del Cern da Joe Incandela per l’esperimento Cms e da Fabiola Gianotti per l’esperimento Atlas. Altre misure saranno necessarie almeno fino alla fine di quest’anno. L’identikit è quello della particella tanto attesa: una massa di 125,3 GeV. Se non fosse il bosone di Higgs sarebbe davvero qualcosa di strano e, per certi versi, di ancora più interessante. Ma i margini dell’incertezza statistica dichiarati da Incandela e Gianotti sono minimi.

Incominciò Murray Gell-Mann nel 1964 immaginando l’esistenza dei quark, particelle più elementari dei protoni e dei neutroni fino ad allora ritenuti i mattoni ultimi dei nuclei atomici. Fu l’inizio del Modello Standard, il paradigma della fisica moderna, al quale subito Peter Higgs contribuì con l’idea del suo bosone, poi battezzato «particella di Dio» dal fisco Leon Lederman, premio Nobel nel 1988.

L’universo così come ora lo osserviamo è fatto essenzialmente di due tipi di quark: Up e Down. La teoria però ne prevede sei, che si manifestano a energie crescenti. Uno per volta, i fisici li hanno scoperti. Il sesto, chiamato Top perché è un po’ come il tetto che sta sopra l’edificio degli altri, fu preda del Fermilab di Chicago nel 1995. Il modello prevedeva anche sei leptoni. Di essi alcuni erano già noti (elettrone, muone, neutrino elettronico), gli altri sono stati via via scoperti: ultimo arrivato il neutrino Tau, stanato nel 2000 al Fermilab.

Erano presenti all’appello anche alcune particelle che scambiano le forze fondamentali della natura, i bosoni, appunto: il «vecchio» fotone per la forza elettromagnetica (risale a Einstein), il gluone per l’interazione forte, W e Z per l’interazione debole, queste ultime scoperte da Carlo Rubbia, premio Nobel nel 1984. Era latitante invece il bosone di Higgs, e questo era un problema, perché senza di esso il Modello Standard entrerebbe in crisi. Ecco perché ieri al seminario del Cern i fisici hanno tirato un respiro di sollievo.

Ieri è stata posata una pietra miliare. La strada però rimane lunga. Una teoria molto accreditata prevede l’esistenza di particelle simmetriche a quelle già note e altre ancora. Questo mondo di Alice riflesso nello specchio potrebbe risolvere l’enigma della materia oscura di cui gli astronomi vedono nell’universo segni indiretti. Ma restando nel Modello Standard, sarebbe importante anche osservare sperimentalmente le onde gravitazionali, e quindi i gravitoni.

Per finire, qualche numero su LHC. La macchina che ha stanato la «particella di Dio» si avvale di 9600 magneti. Di questi 1746 sono superconduttori raffreddati con 190 tonnellate di elio a 1,9 Kelvin. Poiché l’universo ha una temperatura di 2,7 Kelvin, l’acceleratore del Cern è l’oggetto più freddo che esista nel cosmo. Ed è anche il più vuoto: i tubetti percorsi dai protoni contengono meno materia dello spazio interstellare.

Sull’energia raggiunta dentro LHC, invece, bisogna intendersi. Tutti i protoni accelerati in un giorno pesano appena 2 miliardesimi di grammo. Ci vorrebbe un milione di anni per accelerare un solo grammo di materia. Inoltre l’energia di ciascun protone è paragonabile a quella di una mosca in volo e quella totale dei fasci corrisponde a un battito delle mani. Le collisioni sono enormemente energetiche solo perché l’energia è concentrata nello spazio piccolissimo di un protone: un conto è battere le mani tra loro, un altro battere una mano contro la punta di uno spillo. Ecco perché le collisioni ottenute in LHC con nuclei di atomi pesanti riescono a riprodurre le condizioni del Big Bang portandoci indietro nel tempo fino a 13,7 miliardi di anni fa.

 
buona serata cgdg sono le 21.14 d.o.

I SOGNI NON COSTANO, L’INUTILE SCIENZA SI E ANCHE MOLTO

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sono le 20.56 del 03/07/2012

buona sera, sento parlare di crisi, di tagli necessari, di mancate risorse per la ricerca e in parte mi si accappona la pelle, a parte che le varie cause di tutto ciò è arrivata in linea diretta dai reponsabili che di sicuro non si taglieranno le mani per questo, meglio tagliare quelle degli altri, parlo di governi e in specialmodo banche! ma veniamo al sodo, esiste una enorme fornace che ingoia fior di capitali in una ricerca pressochè inutile, un conto è sognare, vedere in altri temi e spazi quello che capita, non ci sono spese, se non un minimo affaticamento mentale, forse! invece? si scopre che sotto la superficie di titano c’è acqua! favoloso! vorrei capire quale minimo vantaggio può portare questa scoperta all’umanità, quante popolazioni riuscrà a dissetare? visto che almeno al momento attuale, titano non è dietro l’angolo! è recente la scoperta della cosidetta particella di dio, altro spreco! big bang, stelle, pianeti, fisicamente non raggiungibili, il big bang poi! una grande stella che è eplosa xxx miliardi di anni fa, che magari era frutto di un’altra esplosione ancor più grande e così via all’infinito, anche questo che vantaggio porta? bèh si, agli studiosi che vengono lautamente pagati, al loro prestigio, alla loro fama, dimenticandosi della fame altrui, tutto ciò provoca in me un gran disgusto e purtroppo io ho accennato solo a questi 2 casi ma purtroppo sono a conoscenza che di studi e ricerche inutili è riduttivo dire che ne esistono centinaia, meglio migliaia! magari domani mi metto pure io nella ricerca, mi interessa sapere com’è strutturata la bocca e l’apparato digestivo del lombrico! chissà che ottenga un finanziamento! buona serata cgdg sono le 21.24 d.o.

SETE DI IMPARARE, BASTA USARE!

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sono le 00.25 del 02/07/2012

buona sera, leggo e mi irrito!

(AGI) – Washington, 28 giu. – Lo stress cronico blocca l’attivita’ del gene per la neuritina, in grado di proteggere il cervello da disordini dell’umore tra cui anche la depressione. E’ quanto risulta da una nuova ricerca dell’Universita’ statunitense di Yale pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences: lo stress sarebbe quindi in grado di impattare fortemente sulla nostra capacita’ di gestire i cambiamenti d’umore e portare, alla lunga, all’insorgenza di dpressione, ansia e disordini bipolari. “Abbiamo indotto la depressione in un gruppo di ratti di laboratorio introducendo dei fattori di stress cronico, come mancanza di cibo o di gioco, isolamento e cambiamento dei cicli notte/giorno” ha spiegato Ronald Duman, neurobiologo a capo dello studio. “Questo ha causato una forte dimunuzione dell’attivita’ del gene per la neuritina, una proteina associata alla plasticita’ cerebrale, alla risposta alle nuove esperienze e al controllo degli sbalzi d’umore. Lo stress quindi puo’ predisporre il cervello alla depressione. Anche se dal nostro studio risulta che gli antidepressivi hanno riportato i ratti in salute, un potenziamento dell’attivita’ della neuritina ha avuto effetti equivalenti: la proteina potrebbe essere utilizzata per la produzione di nuovi farmaci” ha aggiunto Duman .

siamo alle solite! invece di insegnare ad abituare la mente a proteggersi, visto che il cervello ha bisogno sempre di ricevere nuovi impulsi, di apprendere, la prima cosa che si fa è di imbottirlo di farmaci, nuovi, eccezzionali! che ti rendono uno zombie, per il semplice fatto che il cervello ne diventa succube, farmacodipendente e smette di essere autonomo, ah già dimenticavo! come potrebbero lucrare le grandi multinazionali se la gente si autogestisse? credo che in buona sostanza tutte le farmacoporcherie siano più pericolose delle cosidette droghe, pesanti o leggere che siano, un consiglio? tenete la mente leggera, non appesantite i problemi, dovete agire sempre con serenità, io due giorni fa ho rischiato la vita, sono ancora quì e la cosa non mi dispiace, pensateci bene…..sarei forse dispiaciuto se mi fosse capitato il contrario? buon inizio settimana, cgdg sono le 00.40 d.o.