SONO IN INCAPACE!

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sono le 19.42 del 18/10/2011

buona sera, perchè tale riflessione? molto semplice, non riesco ad odiare e quindi men che meno ad amare, al massimo posso adeguarmi agli usi e costumi! oggi ho letto il resoconto farneticante di una giovane che è partita per una manifestazione pacifica portandosi un casco!…..non riesco a capirne il motivo, se ho paura al limite non ci vado, se la ritengo pacifica farò il possibile per non farmi travogere dalle auto o mezzi della polizia, non sarò assolutamente presente! estraneità totale! vabbè…..insomma….questo è tollerabile da un incapace! buon riposo dona a loro………………………..cgdg

TU CHIAMALI SE VUOI, I NEURONIII!

nulla

 

sono le 02.58 del 13/10/2011

salve, sono partito con questo blog solo per registrare dei pensieri, ho già detto di non essere uno studioso o ricercatore, la mia cultura è sicuramente inferiore alla media, ma son partito da dei concetti da me maturati, non presi da altri che sparano dogmi, leggi fisiche e non, senza rendersi conto che quello che dicono al lato pratico non ha utilità alcuna, sulla sfera universale non esiste un punto di partenza o di arrivo, chiarisco meglio? non esistono punti! visto che però è consuetudine credere che esista un punto, visto che il pensiero ce lo consente, vabbè adatiamoci e immaginiamo

ho paragonato la nostra vita a un film che gira in continuazione con tutti i suoi fotogrammi che si ripropongono sempre uguali e diversi, a un sogno che quando vi si è dentro è realtà, ho pensato a come tutto esista (si fa per dire) solo perchè ci sono vibrazioni, frequenze, che diventano materia di qualsiasi genere e ho dato loro una mia sigla personale “E” come elettrone o come energia, ma sempre e solo quello alla base di tutto, i famosi studiosi fanno ai giorni nostri grandi scoperte, impiegando enormi cifre per arrivare ad una conclusione diversa e sempre uduale che io cerco di esprimere solo pensando ma che è solo sfiorabile e mai afferrabile, prima i neutrini ora i neuroni, insomma i miei E bene o male li ritrovo sempre! mi pare giusto, sono la fonte di tutto! guardate cosa ho trovato oggi per voi!

Viaggi nel tempo? Sì, grazie ai neuroni

Un gruppetto di neuroni, chiamati Ca1 e localizzati nell’ippocampo, sono responsabili dei nostri ricordi, anche molto remoti, e della consapevolezza di noi stessi, che spesso si basa su tali ricordi: lo ha scoperto un gruppo di ricercatori, guidati da Thorsten Bartsch, dell’Università di Schleswig-Holstein di Kiel (Germania). La scoperta potrebbe portare ad un sensibile miglioramento nella comprensione dei meccanismi dell’amnesia, spesso anche conseguenza di gravi patologie come il morbo di Alzheimer.

Lo studio è stato condotto su individui sani e pazienti affetti da una rara forma di perdita di memoria (amnesia globale transitoria acuta) mediante risonanza magnetica nucleare. Dal confronto degli spettri è risultato come gli individui malati presentavano lesioni proprio a carico delle cellule Ca1, alle quali è stato dunque attribuito il fondamentale ruolo di controllare i nostri ricordi passati. In parallelo è stato anche dimostrato che un’analoga degenerazione è anche a carico di pazienti all’esordio di sviluppo del morbo di Alzheimer, che si manifesta all’inizio proprio con vuoti di memoria sempre più frequenti.

Ad oggi l’Alzheimer colpisce nel mondo 25 milioni di persone nel mondo, mentre in Italia i malati sono circa  700 mila, il 20 per cento della popolazione. Ma questo è sicuramente un dato inferiore a quello reale: la maggioranza dei malati di Alzheimer è curato in casa e solo una piccola minoranza è ricoverata in ospedale o in una struttura specializzata. La scoperta dunque fa ben sperare di arrivare un giorno a curare questa diffusissima e grave patologia.

Roberta De Carolis

visto? logicamente chi ha scritto il pezzo non è la persona che ha fatto la ricerca, non credo in effetti che abbia ben capito che questo è una parte del tutto e il tutto nel suo insieme, ha accennato nel titolo alla parola tempo, che è spazio insomma………….bene o male si torna…….nel nulla, non farà o sarà un bene ma sicuramente nemmeno un male! 

mi vien da ridere se penso, seguendo la mia logica, che quel che ho scritto in effetti non l’ho scritto, che spero voi abbiate capito quello che esprimo che è sicuramente incomprensibile, veramente meglio che andare a vedere uno spettacolo comico  rappresentato da altri! buon divertimento cgdg sono le 03.34 d.o.      

QUANDO MI TOCCA, NON MI TIRO INDIETRO – COMUNICATO

 

Oggetto:                         Ai Cittadini, ottobre 2011

 

Con cortese richiesta di diffusione

Torino, ottobre 2011

Ai Cittadini

L’attore Marco Gobetti, ideatore di Teatro Stabile di Strada®  – l’azione che da anni compie parallelamente all’attività che svolge con la propria Compagnia nel sistema teatrale italiano – ha deciso di liberarsi di una rassicurante zavorra: rinuncia ad avanzare con la propria Compagnia qualunque richiesta di sovvenzione a Enti pubblici per la realizzazione di suoi nuovi progetti e/o produzioni (fatta salva la possibilità di accettare richieste di lavoro a cachet viceversa provenienti dagli Enti stessi).
Intende così concentrare maggiormente il proprio impegno sul Teatro Stabile di Strada®, per farlo evolvere in un’azione nuova.

In che modo Teatro Stabile di Strada®  si evolve?
Teatro Stabile di Strada® si rinnova nelle regole e nella forma, con lo scopo di aumentare le proprie opportunità di diffusione e, di conseguenza, le opportunità per l’attore di recitare e incontrare nuovo pubblico.
Queste le variazioni fondamentali:

1) possibilita’, oltre che per i Comuni, per qualunque persona fisica o giuridica (privati cittadini, associazioni, enti ecc.) di fare nascere una stanzialita’, offrendo ospitalità all’attore (vitto e/o alloggio e/o offerte a copertura delle spese di viaggio);
2) formale inclusione nelle possibilità di mecenatismo (oltre che del vitto, dell’alloggio e delle offerte a cappello da parte del pubblico), delle offerte via internet (https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&hosted_button_id=TUBJSX3R523P8) e di offerte a copertura (totale o parziale) delle spese di viaggio;
3) riduzione da tre a due giorni del periodo minimo utile a determinare l’esistenza di una stanzialita’  e contestuale allargamento dell’azione dell’attore a più ore della giornata e in più’ luoghi della citta’, mantenendo però l’appuntamento ad un’ora fissa in uno dei luoghi della città (per ogni giorno della stanzialita’ di Teatro Stabile di Strada®);
4) incremento del repertorio di Teatro Stabile di Strada®, con tre possibilità per ogni giornata: antologia scenica della Letteratura, antologia di brani da copioni e spettacoli dell’attore, prova pubblica di uno spettacolo in divenire;
5) utilizzo di amplificazione (anche senza necessita’ di collegamento alla rete elettrica) e affiancamento dell’attore – ogni qual volta le risorse lo permettano – con persona che gli fornisca aiuto (consulenza artistica e supporto pratico) e che documenti (con scritti, foto, registrazioni audio e video ecc.) quanto avviene;
6) snellimento dell’attrezzatura scenica, così da consentire all’attore lo spostamento con diversi mezzi di trasporto (auto, treno, aereo ecc.);
7) tentativo di fare nascere stanzialità di Teatro Stabile di Strada® anche nelle stagioni fredde dell’anno, con ricerca di luoghi di passaggio che, pur garantendo l’imprevedibilità della strada, offrano però possibilità di sosta ragionevolmente durevole al pubblico e all’attore: dehors riscaldati, portici ampi, stazioni…
9) annuncio delle stanzialità (anche in tempo reale) per mezzo di piattaforme condivisibili in rete, quali blog e social network; le piattaforme di riferimento per l’anno 2011 sono http://twitter.com/stabiledistrada e http://teatrostabiledistrada.blogspot.com.  
Gli intenti descritti nei punti da 1 a 9 rendono necessarie alcune modifiche al Manifesto di Teatro Stabile di Strada®, che, pubblicato nel giugno 2006, diventa nell’ottobre 2011 (con variazioni evidenziate in neretto):

«TEATRO STABILE DI STRADA® si fonda su una stanzialità frazionata, mai definitiva e in continua ricostituzione nel territorio; tale mobile stanzialità viene esercitata in strada.

TEATRO STABILE DI STRADA® avviene ogni qual volta l’attore replica uno spettacolo su strada e con offerte a cappello o via internet, nei modi seguenti:
– nello stesso luogo
– alla stessa ora
– per almeno due giorni consecutivi
Ogni spostamento e ricostituzione di TEATRO STABILE DI STRADA® sono segnalate al potenziale pubblico e agli organi di informazione mediante piattaforme condivisibili in rete, quali blog e social network; entro il 10 gennaio di ogni anno vengono confermate o individuate ex novo una o più piattaforme di riferimento per i successivi 12 mesi.

Per l’attore, TEATRO STABILE DI STRADA® è mezzo utile ad aggirare quei meccanismi e quelle strutture che limitano l’esercizio dell’attività dell’attore e la partecipazione del pubblico agli spettacoli.
L’attore in questo modo intende contaminare il sistema teatrale.

All’offerta commerciale dei propri spettacoli presso i circuiti esistenti (mediante l’attività della sua Compagnia), l’attore affianca insomma la replica auto-gestita su strada, secondo il principio della stanzialità frazionata, di un’antologia di brani dei medesimi spettacoli e di un repertorio vario, che includa prove pubbliche di spettacoli in divenire.

L’attore di TEATRO STABILE DI STRADA® vive dei soldi ricavati a cappello e dell’eventuale ospitalità (vitto e/o alloggio e/o offerte a copertura delle spese di viaggio) da parte di qualunque persona fisica o giuridica (privati cittadini, associazioni, enti,  ecc.) facente capo al luogo in cui va a fare spettacolo.
Per esistere TEATRO STABILE DI STRADA® chiede quindi ai Cittadini un aiuto essenziale, nello spirito di un mecenatismo illuminato, non sperperante e dedicato a un teatro che risponda innanzitutto al bisogno forte degli uomini che lo fanno (attori e pubblico).
In caso di sosta in un luogo in cui non vi sia ospitalità (vitto e/o alloggio e/o offerte a copertura delle spese di viaggio) da parte di alcuna persona fisica o giuridica (privati cittadini, associazioni, enti,  ecc.), l’attore replicherà lo spettacolo per i giorni di sopravvivenza: cioè per tanti giorni quanti riuscirà a mantenersi con i soldi ricavati a cappello nella stanzialità in atto o residui delle stanzialità precedenti. Prima di superare detto limite, si sposterà.

L’attore opera artigianalmente nella preparazione dello spettacolo, cercando di plasmare una forma semplice, elastica, viva e modificabile, adatta ad accogliere gli uomini che trovandosi per strada in un determinato luogo lo faranno esistere una replica dopo l’altra. Essendo egli stesso uno di quegli uomini ed essendo gli altri uomini gli spettatori di ogni stanzialità frazionata, la permanenza in ogni luogo in cui TEATRO STABILE DI STRADA® avverrà, sarà mezzo irrinunciabile affinché l’attore conosca il pubblico, la sua vita, i suoi luoghi e la sua cultura. Sarà stimolo per l’attore a non dimenticare mai di essere innanzitutto un uomo e che ogni spettacolo che fa è un pezzo della sua vita vissuto pienamente con altri uomini.
L’auspicio è dunque che la stanzialità frazionata arricchisca l’immaginario, la memoria e la cultura dell’attore e che la strada favorisca l’incontro libero e imprevedibile con il pubblico: lo spettacolo anziché prodotto sarà così avvenimento e anziché fruizione sarà per il pubblico esperienza.

Con TEATRO STABILE DI STRADA® l’attore ribadisce quindi, perfezionandola, la propria vocazione ad una drammaturgia e un teatro compresenti, mobili e basati sul confronto costante fra attore, spazi e pubblici diversi: un teatro che sia vita e rivolta piuttosto che sterile rappresentazione. Per una drammaturgia e per un teatro fortemente radicati sul territorio. Per un teatro che però sia non geografico ma geopratico e che evocando e rivelando miri a rivolgersi, per forma ed argomenti, alla gente che sul territorio vive: all’operaio come allo studente, all’agricoltore, al pensionato, all’impiegato, all’insegnante, alla casalinga, alle persone. Un teatro che utilizzi la memoria come strumento di libertà e che attinga al presente come tempo in cui vivere e fare accadere, lottando per sognare e pensare: un teatro che trovi i suoi temi forti nell’epoca in cui avviene (l’informatica, i politici, la televisione, le guerre…), accostandoli con determinazione ai temi eterni, bagaglio di ogni uomo (l’amore, la morte, il sogno, il coraggio…). Per un teatro popolare nell’accezione meno restrittiva e più corretta del termine, quella che espresse Jean Vilar in un passo di quel “documento memorabile” – così la definì Gian Renzo Morteo citandola nel suo IL TEATRO POPOLARE IN FRANCIA – che fu l’intervista da lui rilasciata al mensile Bref nel 1955: “Per me, teatro popolare significa teatro universale”

Per la scelta delle stanzialità di TEATRO STABILE DI STRADA® l’attore vaglierà e potrà accettare inviti da parte di qualunque persona fisica o giuridica (privati cittadini, associazioni, enti,  ecc.) disposta a farsi mecenate del progetto nei modi sopra descritti».


***

Tempo fa scrissi alcuni pensieri come introduzione a un progetto: mi rallegra scoprire ora che proprio quegli stessi pensieri avevano suscitato anni prima la creazione e spingono ora la trasformazione di Teatro Stabile di Strada®; riporto qui quei pensieri, come conclusione, proposito e saluto.

“Sono convinto che contino le azioni. E che solo se un’azione nasce da un’urgenza può sortire un effetto. Che preparare un’azione non significa prevedere ciò che faremo, bensì abbandonarsi a ciò che ci accadrà, per tentare di fare accadere qualcosa. Che ci si può allenare all’abbandono. Che occorre avere il coraggio di confondersi, di sperimentare avventura. Che un teatro possibile è quello di cittadini fra cittadini. Che proprio la creazione deve nutrirsi di provvisorietà. Che scegliendo con sana incoscienza spazi, modi e tempi apparentemente inopportuni, gli artisti usano utile violenza a quello status civitatis che li fa cittadini maldestri fra un pubblico di uomini declassati e votati al silenzio: gli artisti si possono fare artigiani di incontri. L’incontro è tanto più vero quanto più la sua provvisorietà è condivisa con il pubblico: si può provare a fare un teatro che nasca proprio dagli incontri, anziché pretendersi compiuto per affrontare incontri. Si può sperimentare un teatro che abbia il coraggio di mostrarsi “brutto”, perché sta tentando di avvenire. Si può, non “si deve”. La certezza di essere nel giusto è la nemica peggiore dell’avventura.
Un teatro fatto con i gesti e con le parole incerte di chi abita uno spazio a lui nuovo, ma non essendo da solo ha bisogno di cercare mezzi utili a comunicare.
Un teatro che ha come primo scopo quello di cercare un pubblico per tentare di accadere, divenendo”.

Marco Gobetti

 

 


Contatti: 3470522739 – marco.gobetti@tiscali.it

Notizie e stanzialità di Teatro Stabile di Strada® da ottobre 2011:  http://twitter.com/stabiledistrada e http://teatrostabiledistrada.blogspot.com.  
Notizie e stanzialità di Teatro Stabile di Strada® prima di ottobre 2011: www.teatrostabiledistrada.org

LA COLPA NON E’……………

nulla

 

sono le 18.40 del 06/10/2011

buona sera! mettiamoci il cuore in pace, quando si cerca il colpevole, quando si vuol rifilare la colpa a qualcuno, se andiamo su un percorso analitico, non esistono colpe o colpevoli, magari responsabili! vengo e mi spiego, è forse mia la colpa se nasco cieco, sordo ecc…? non credo nemmeno sia dei miei genitori, avrebbero certamente voluto tutt’altro! è colpa mia se divento un cosidetto genio? opure ladro, assassino, truffatore, ecc…? dicono “è la società” l’insegnamento che ti hanno dato! niente di più falso, chi nasce con certe tendenze, ivi compresa calma ed onestà, tenderà sempre ad essere calmo ed onesto! sarà dunque colpa mia il bagaglio che alla nascita mi è stato dato? ricordo un detto: l’occasione fa l’uomo ladro, ma se tendezialmente non lo è…non lo diventerà mai! non sarà in grado di recepire l’occasione, di tutto ciò in buona sostanza, che importanza ha ricercare colpe o colpevoli!…….non ne esistono se non guardando in noi stessi, e in cosa stortamente crediamo! buon fine settimana, cgdg sono le 18.58 d.o.

ED IO CHE…….ADDIO ILLUSIONI!

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sono le 20.18 del 01/10/2011

buona sera, già! sapete cosa è successo? ho riletto qualche mia riflessione, finito questo mio passaggio vitale, tornerò tranquillamente a far parte dell’universalità, bellissimo! niente fastidi, niente preoccupazoni, alle spalle tutti i dispiaceri e dolori! …………….capperi ma c’è pure la riflessione su una probabile, quasi inevitabile reincarnazione! ahi è vero! che sia ancor peggio? incrocio le dita dei piedi, visto che li ho ancora e mi tuffo in un mare di speranza, sperando pure di non annegarci! felice inizio settimana cgdg sono le 20.28 d.o.