DA CHE MONDO E’ MONDO

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sono le 21.57 del 29/11/2010

buona sera, ho appena smesso di seguire la trasmissione vieni via con mè, sono cose che conosco, ne sono cosciente ma a livello personale mi stancano, motivo? presto detto! con la prima coppia al mondo è nata la prostituta, il ladro, l’assassino, ecc.. ci sono stati terremoti, alluvioni, eruzzioni vulcaniche e chi più ne ha più ne metta, in migliaia di anni è forse cambiato qualche cosa? almeno uno di questi eventi ha cessato di esistere?…………assolutamente nò! è cambiato il metodo, la conseguenza ma il resto è sempre tale e quale, il sentire ripetere in continuazione questi eventi mi provoca frustrazione, nulla si può cambiare e nulla cambierà, purtroppo son solo parole e come dicevano i latini, verba volant, vado a rifugiarmi in un’altra dimensione, il sogno, speriamo di trovare qualche cosa di meglio, buona notte cgdg sono le 22.08 d.o.

MICA SOLO LA MENTE!

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sono le 05.41 del 27/11/2010

buon giorno! forse non l’ho ancora detto ma oltre che pensare mi piace cucinare, niente cuochi solo pasticci! e visto che sono alquanto goloso, vorrei provare con delle caramelle di pasta frolla, gli ingredienti ci sono e quindi…………via!

     * 500 g pasta frolla già stesa (per praticità potete utilizzare quella confezionata)
    * 50 g confettura albicocche
    * 30 g amaretti
    * 30 g mandorle pelate
    * 30 g circa di burro fuso
    * olio per friggere
    * zucchero per spolverizzare le caramelle

Preparazione

Tritate gli amaretti e le mandorle insieme. Unitevi la confettura ed amalgamate bene, in modo da ottenere un composto spalmabile.
Srotolate la pasta frolla mantenendola stesa sulla carta da forno (che è già fornita nella pasta frolla preconfezionata) e dividetela in quadrati di circa 10 cm di lato.
Spennellate la superficie superiore dei quadrati con il burro fuso, lasciando libero un poco di bordo. Sopra spalmate il composto di confettura, mandorle e amaretti, arrotolate i quadrati in modo che il composto rimanga all’interno e sigillatene le estremità torcendoli un poco, in modo che prendano la forma di caramelle. Raffreddateli in frigo per mezz’ora.
Scaldate l’olio (meglio se di arachidi) e friggetevi le caramelle per pochi minuti, girandole una sola volta. Scolatele e rotolatele in un piatto dove avrete messo lo zucchero. Servitele subito, ben calde

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attenti a non scottarvi! sarebbero per 8 persone, io sono solo e riuscirò così a mangiarne un po’ oggi e forse, se avanzano, microonde e il resto domani, o anche fredde! basta che si mangino! cgdg sono le 05.48 d.o.

I 5? SENSI?

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sono le 00.28 del 24/11/2010

buona sera, in uno dei commenti precedenti mi è stato detto che non disponiamo solo dei 5 sensi, direi di no! i 5 sono quelli che usiamo in generale e per di più dipendenti da almeno un sesto, molto più potente ma non valutato e ancor meno uato, la MENTE!,la vera fonte dell’energia vitale, senza questa non esisteremmo neppure mentre la mancanza di uno o più degli altri comporterebbe solo qualche difficoltà, del resto superabile appunto ingegnando la mente, è solo con questa che possiamo accedere a dimensioni e tempi diversi, certo non tutti hanno la capacità di farlo ma questo non eclude che taluni ne siano in grado, i famosi dejà vù, i sogni, i racconti di fantascienza, questi poi sono molto significativi, ho parlato di verne ricordate? allora non esistevano sottomarini o missili, eppure lui con la mente li ha previsti! e che ne dite di un galileo? per spingerlo alla ricerca c’era già nella sua testa cosa cercare, non è capitato per caso e guarda un po’! l’hanno osteggiato, deriso, dichiarato quasi un eretico, eppure aveva ragione! anche i famosi romanzi di fantascienza che parlano di disintegratori, di viaggi nel tempo ecc.. non sono altro che realtà parallele, tempi paralleli, magari non entreranno mai in questa nostra realtà ma non mi sento in grado di escluderlo, questo significa che tutto è possibile, non riesco forse io a muovere il pendolino senza toccarlo? non riesco forse a interagire con alcune parti, organi del mio corpo? è che tanto mi basta il solo motivo per cui non mi impegno molto nella ricerca per così dire materiale, alcuni mi hanno detto “ma se credi a niente allora a qualche cosa credi!” già! un vero paradosso! allora mettiamola in una spiegazione comprensibile, è giusto che pensi di pensare anche se farlo non è un vero pensiero, diciamo una distorsine temporale? se non pensassi non cambierebbe assolutamente nulla, a questi livelli cessano le reazioni, sparisce la paura. beh! io ho detto la mia, voi se volete date un’occhiata alla vostra, buona notte cgdg sono le 00.54 d.o.

CI DEVO RAGIONARE!

sono le 01.08 del 21/11/2010

buona sera, ho quì un argomento interessante proprio perchè manca di utiltà, spero non ne venga trovata una che come al solito diventi un’arma, hanno scritto e fatto film sull’argomento e, sapendo come la penso sul pensiero, premonizioni, visioni di tempi paralleli o dimensioni, spero che la cosa non sparisca nel tempo essendo non scritta ma registrata, buon ascolto cgdg non metto il termine sono ancora in ascolto! per la precisione l’argomento è l’antimateria

http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=21151

PIAN PIANINO

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sono le 00.10 del 17/11/2010

buona sera! che ho sempre detto? presente, passato, futuro, non esistono sono in contemporanea, si può quindi invadere, per ora casualmente, sia l’uno che l’altro dei tempi, ricordate l’esempio delle autostrade parallele? ed ecco che come al solito arriva qualche notizia ad avallare quanto io vi ho da tempo propinato, malamente lo ammetto ma blà, blà, blà è quello che cerco e ho cercato di esporre, leggete!

Il futuro “si può sentire”
Uno studio divide gli psicologi
Una delle più importanti riviste americane di psicologia pubblicherà il lavoro di un professore che sostiene di aver dimostrato che gli eventi non ancora accaduti possono influenzare quelli presenti. La comunità scientifica è scettica – di GIULIA BELARDELLI

Il futuro “si può sentire” Uno studio divide gli psicologi

NON c’entrano i tarocchi, né la palla di cristallo e nemmeno i fondi di caffè. Il futuro si può “sentire”. A dirlo non è un manipolo di chiaroveggenti e fattucchiere ma un gruppo di scienziati della Cornell University 1 di Ithaca, nello Stato di New York. Il loro articolo, intitolato appunto “Feeling The Future”, è il primo studio su fenomeni tipicamente considerati paranormali a essere stato ammesso su una rivista di psicologia “seria”, in questo caso il Journal of Personality and Social Psychology 2.

Finora, frasi del tipo “me lo sentivo” o “sapevo che sarebbe successo” sono sempre state bollate dalla scienza come pure suggestioni. Daryl Bem e colleghi, tuttavia, sono convinti che non sia così. Per dimostrarlo hanno aspettato otto anni, nel corso dei quali hanno raccolto una “massa critica di dati” sufficiente a contrastare le obiezioni dei revisori che avrebbero passato al setaccio il loro lavoro. E ci sono riusciti: l’articolo uscirà entro fine anno ma ha già suscitato un dibattito destinato a fare parecchio rumore.

Indagando il fattore “psi”. Il termine chiave con cui psicologi e altri studiosi si riferiscono a fenomeni inspiegabili è il fattore “psi”: con questa lettera greca, spiega Bem nel suo articolo, “vengono indicati tutti quei processi anomali di trasferimento di energie e informazioni che non hanno una spiegazione fisica o biologica”. Tra questi, la telepatia, la chiaroveggenza, la psicocinesi (ovvero l’influenza apparente di pensieri e intenzioni su processi reali indipendenti), la precognizione e la premonizione di eventi futuri. La grande maggioranza del mondo accademico, soprattutto in psicologia, non crede in questi fenomeni, eppure il rigore scientifico degli esperimenti presentati da questo professore della Cornell University 3 – che per inciso è sì un appassionato di fenomeni paranormali, ma anche uno psicologo stimato a livello internazionale per i suoi lavori sulla percezione del sé – ha lasciato attoniti anche i più ferventi oppositori dell’esistenza di psi.

Prevedere il futuro. Per riuscire a dimostrare l’esistenza di una “specie di relazione” tra eventi che devono ancora accadere e le decisioni che prendiamo nella vita quotidiana, lo psicologo ha esaminato oltre mille studenti volontari, sottoponendoli a nove esperimenti. La novità dell’approccio sta nell’aver preso in considerazione fenomeni ben noti, invertendone però l’ordine logico-temporale. In sintesi, ciò che di solito viene interpretato come la causa di un comportamento, negli esperimenti è stato mostrato o raccontato solo dopo il verificarsi dell’evento stesso. I risultati – considerati statisticamente rilevanti in otto casi su nove – hanno mostrato che i processi analizzati funzionano anche se la causa arriva dopo la scelta, come se le nostre azioni fossero il frutto di qualcosa che deve ancora avvenire.

Sperimentare la premonizione. In uno di questi esperimenti, ad esempio, Bem ha testato un fenomeno psicologico studiato a lungo: il priming affettivo. Nello scenario classico una persona, dopo aver osservato un parola su uno schermo, deve giudicare nel più breve tempo possibile se un’immagine è piacevole o meno. Da tempo è stato notato che se la parola che precede l’immagine ha un significato inverso rispetto alla figura (ad esempio, l’aggettivo “brutto” e un disegno piacevole) le persone impiegano più tempo a rispondere. Il ricercatore americano ha dunque rigirato l’esperimento: i partecipanti vedevano l’immagine e dovevano esprimere un giudizio prima di leggere. Stranamente, anche in questo caso quando la parola (scelta casualmente dal computer solo dopo la risposta) aveva un significato opposto, i soggetti impiegavano più tempo a esprimere un giudizio. Allo stesso modo, Bem ha testato altri effetti psicologici come l’attrazione verso cose piacevoli, l’istinto ad allontanarsi dai pericoli, la facilità con cui si richiamano parole e oggetti già visti: in tutti i casi, ha invertito l’ordine temporale, ottenendo sempre come risultato la conferma della retroattività della causa.

Fisica o evoluzione? Riguardo le origini di questa capacità, lo psicologo non ha dubbi: una volta apparsa, psi è stata selezionata positivamente per gli indiscussi vantaggi che porta con sé. La possibilità di predire la presenza di pericoli così come di prevedere dove c’è qualcosa di attraente avrebbe conferito e continuerebbe a conferire benefici notevoli a chi la possiede. Ma come giustificare tali fenomeni? Su questo Bem mette le mani avanti, scrivendo che spesso nella scienza i dati empirici arrivano quando le spiegazioni non sono state ancora neanche immaginate e che varie altre teorie ritenute impossibili si sono poi rivelate vere. A metafora delle sue scoperte, prende l’esempio della meccanica quantistica: all’inizio – ricorda lo psicologo – anch’essa fu oggetto di numerosissime critiche, eppure oggi è la teoria su cui poggia gran parte della fisica moderna

Le reazioni. Com’era prevedibile, lo studio ha suscitato un certo clamore nel mondo accademico. A passarlo al vaglio è stato un team di quattro revisori, che pur avendo suggerito delle modifiche non hanno riscontrato alcuna incongruenza di fondo. “Personalmente, credo che tutto ciò sia ridicolo e non possa essere vero – scrive su Psychology Today 4 Joachim Krueger, psicologo della Brown University (Providence) che ha fatto di tutto per trovare un tallone d’Achille al lavoro di Bem – tuttavia dal punto di vista della metodologia e di come è sono stati disegnati gli esperimenti, lo studio è inattaccabile”. Charles Judd, responsabile editoriale della pubblicazione sul Journal, ha fatto sapere che l’articolo sarà accompagnato da un editoriale che solleverà dei dubbi. “La speranza – ha precisato – è che altri studiosi colgano la sfida e provino a replicare questi risultati”. Finora si è cimentato solo un gruppo dell’Università di Pittsburgh, ma senza successo (forse per aver utilizzato un questionario via internet). Daryl Bem, intanto, ha affermato di essere già stato contattato da decine di ricercatori con la richiesta di maggiori dettagli.

Credere l’impossibile. Prevedendo lo scetticismo che avrebbe incontrato (anche se per questo non ci voleva una gran psi), Bem conclude il suo articolo con una citazione da Alice nel paese delle meraviglie, il capolavoro con cui Lewis Carroll ha fatto sognare intere generazioni di bambini. Al termine del suo incontro con la Regina di Cuori, Alice esclama: “Non si può credere a una cosa impossibile!”. “Oserei dire che non ti sei allenata molto”, risponde la Regina. “Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione”. Siete più convinti ora?

lunghetto vero? ma spero sia stato più comprensibile di quanto io vi espongo con i miei modesti mezzi, vocabolario! buona notte cgdg sono le 00.19 d.o.

FATTI E MISFATTI, FANTASIA O REALTA?

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sono le 12.33 del 13/11/2010

buon giorno, poco tempo fà ho detto che non esiste pensiero o ragionamento veramente nostro, se si escludono fantasia e sogno, il tutto ci è stato dato e continuano a darcelo, libri, giornali, televisione, e altri sistemi di informazione, di solito noi reagiamo in base a come ci vengono propinati, qindi il più delle volte distorti e per questo ho fatto, costruito, 2 esempi di piena fantasia ma non discosti dalla realtà.

sappiamo che ci sono apposite agenzie che portano a conoscenza le notizie, in modo nudo e crudo, quasi solo un titolo, sono poi alcuni giornalisti a costruire l’articolo come viene presentato ai lettori, conosco l’ANSA e quindi cito questo nome per il mio elaborato.

1° flash ANSA: “la gallina carolina fà 3 uova ogni mattina” notizia che anche per il più piccolo dei giornali sarebbe priva di interesse e quindi non degna di pubblicazione, fatto salvo un allevatore di pollame in cerca di saperne di più, le cause? alimentazione, razza, allocazione? per questo settore magari sarebbe di notevole importanza!

2° flash ANSA: “il ministro X del parlamento europeo ha scorreggiato” ed ecco un possibile elaborato degno forse di una prima pagina “durante una seduta del parlamento europeo è stato chiesto da quasi la maggioranza l’allontanamento dal tavolo delle trattative del ministro X della nazione XX in quanto colpevole di aver, durante la relazione del ministro Y del paeseYY, lasciato partire una puzzolentissima scorreggia, ci son subito state rimostranze di alcuni paesi membri, con minaccia di ritorsioni, il che porterebbe seriamente la cosa ai confini di una guerra intereuropea!.”

beh! forse ho calcato un po’ la mano ma non siamo molto lontano da quanto accade tutti i giorni, conclusione? tanto per cominciare evitate: fagioli, castagne, uova sode e altro (puzzolente) a rivederci cgdg sono le 13.00 d.o.

ECCO A COSA SERVE PENSARE!

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sono le 02.24 del 13/11/2010

salve! eccomi nuovamente con voi e con una vera chicca!

La mente che vaga rende infelici

Molte tradizioni filosofiche e religiose insegnano che la felicità può essere trovata vivendo nell’attimo. Uno studio sembra dar loro ragione
Le persone passano il 46,9 per cento del loro tempo di veglia pensando a qualcosa di diverso da ciò che stanno facendo, e questo vagare della mente le rende insoddisfatte. E’ quanto afferma uno studio condotto da due psicologi della Harvard University, pubblicato su Science.

“La mente umana è vagabonda e una mente vagabonda è infelice”, affermano Matthew A. Killingsworth e Daniel T. Gilbert.

A differenza degli altri animali, gli esseri umani passano molto tempo a pensare a che cosa non va attorno a loro, riflettendo sugli eventi avvenuti in passato e su quelli che potrebbero avvenire in futuro, o potrebbero non verificarsi mai. Tanto che quella di lasciar vagare la mente sembrerebbe la modalità di default del cervello.

Per cercare di tracciare questo comportamento, i ricercatori hanno sviluppato un’applicazione per iPhone che contattava a intervalli casuali 2250 volontari chiedendo quanto si sentivano felici in quel momento, che cosa stavano facendo e se stavano pensando alla loro attività, a qualcosa di piacevole, di spiacevole o di emotivamente neutro.

I soggetti potevano scegliere fra 22 attività di carattere generale, come camminare, mangiare, fare acquisti, guardare la televisione ecc. In media, gli interrogati riferivano che la loro mente stava vagando il 46,9 per cento delle volte, senza mai scendere sotto il 30 per cento, con la sola eccezione di quando come attività indicavano “fare l’amore”.

“Il vagare della mente si verifica durante tutte le attività. E questo studio mostra che la nostra vita è pervasa, in misura davvero notevole, dal ‘non-presente’ “, dice Killingsworth.

La ricerca ha inoltre rilevato che le persone erano più felici quando facevano l’amore, facevano esercizio fisico o stavano conversando, mentre erano maggiormente insoddisfatte quando riposavano, durante il lavoro, e quando usavano il computer di casa.

“Il vagare della mente è un eccellente predittore della felicità delle persone. Di fatto, la frequenza con cui la nostra mente abbandona il qui e ora tende a essere predittivo dello stato di felicità più dell’attività in cui si è impegnati.”

Secondo i ricercatori, solo il 4,6 per cento della felicità di una persona in un certo istante era attribuibile alla specifica attività che stava eseguendo, mentre lo stato di vagabondaggio o meno della mente dava conto del 10,8 per cento.

L’analisi temporale condotta dai ricercatori ha inoltre loro fatto ipotizzare che il vagare della mente era in generale la causa e non la conseguenza dello stato di insoddisfazione.

“Molte tradizioni filosofiche e religiose insegnano che la felicità può essere trovata vivendo nell’attimo, e insegnano a resistere al vagabondare della mente per essere ‘qui e ora’. Queste tradizioni suggeriscono che una mente che vaga sia una mente infelice. E il nostro risultato semra confermarlo”, commentano Killingsworth e Gilbert. (gg)

(12 novembre 2010)
 
 
pensate! pensate! a rivederci cgdg sono le 02.29 d.o.

AVEVO RAGIONE?

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sono le 00.09 del 13/11/2010

buona sera, la domanda è quella del titolo, chi ha seguito o segue questo blog sà o capirà certamemte di cosa parlo, i pensieri presenti sempre nello spazio, come sapete le mie deduzioni sono frutto di ragionamento, alle volte definito estemporaneo, ed è per questo che quando avviene qualche cosa a mio suffragio ci tengo particolarmente a portarlo in evidenza, che poi questi fatti vengano strumentalizzati alle volte, questo pure è certo! 

seguite e capirete http://donna.libero.it/lifestyle/rosemary-laboragine-sensitiva-persone-scomparse-ne3260.phtml 

chiaro dunque? buona serata cgdg sono le 00.17 d.o.

 

LA CREPA

amore cieco la rosa.jpgsono le 16.22 del 12/11/2010

buon giorno, la crepa! sì può starci pure quella, inutile costruire un muro, una corazza, alle volte si trova qualche cosa che apre uno spiraglio ai sentimenti, peggior difetto che ci sia ma purtroppo fà piacere quando arriva!

ho ricevuto questo piccolo racconto, a me è piaciuto moltissimo, spero pure a voi!

L’AMORE CIECO

Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della Terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Quando lanoia si fu presentata per la terza volta, la pazzia, come sempre un po’ folle propose: “Giochiamo a nascondino!”. L’interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza potersi contenere chiese: “A nascondino? Di che si tratta?”. “E’ un gioco – spiegò la pazzia – in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1.000.000 mentre voi vi nascondete e, quando avrò terminato di contare, il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco.” L’entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall’euforia. L’allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio e persino l’apatia alla quale non interessava mai niente… Però non tutti vollero partecipare. La veritàpreferì non nascondersi. Perché, se poi alla fine tutti la scoprono? La superbia penso che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arrischiarsi. “Uno, due, tre…” – comincio a contare la pazzia . La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l’invidia si nascose all’ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sulla cima dell’albero più alto. La generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per labellezza. Le fronde di un albero? Perfetto per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di vento? Magnifico per la libertà. Cosi la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole. L’ egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sè. La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non è vero, si nascose dietro l’arcobaleno). La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L’oblio…non mi ricordo…dove? Quando la pazzia arrivò a contare 999.999 l’amore non aveva ancora trovato un posto ove nascondersi poiché li trovava tutti occupati, finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori. “Un milione!” – contò la pazzia. E cominciò a cercare. La prima a comparire fu lapigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l’invidia e poté dedurre dove fosse iltrionfo. L’egoismo non riuscì a trovarlo. Era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c’era un nido di vespe. Dopo tanto camminare, la pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacche lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi. Alla fine trovò un po’ tutti: il talento nell’erba fresca, l’angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l’arcobaleno e infine l’oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino. Solo l’ amore non le appariva da nessuna parte. La pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muoverne i rami. Quando, all’improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell’amore…! La pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi: pianse, pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida
Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla Terra, l’amore è cieco e la pazzia sempre lo accompagna.

spero vi sia piaciuto come è piaciuto a me, è solo un attimo ma……meglio di niente, buona giornata cgdg sono le 16.32 d.o.