LE RADICI!

sono le 12.49 del 30/01/2010

buon giorno, mi è appena passato davanti agli occhi un video, il blog è nato senza radici, da un mio pensiero persistente alla ricerca delle origini, della verità, ho sempre detto irraggiungibile e lo confermo, ma ci si può certo avvicinare, mi hanno dato appiglio i filosofi, non ho imparato da loro, ho espresso diversamente dei pensieri già avuti, adesso vi propongo questo link, seguite e leggete attentamenrte, spiega molto meglio e in modo scientificamente verificato, quanto io sono andato scribacchiando quà e là nei miei post, buona lettura cgdg sono le 13.24 d.o. scusate ma c’è stata una pausa pranzo

http://www.youtube.com/watch?v=_S6QxjjPGQY

IL BURKA

sono le 07.07 del 30/01/2010

buon giorno, l’essere umano nasce nudo e tale condizione potrebbe mantenere se si escludono i problemi termici, oggigiorno si parla tanto del burka, mi sono accorto che possono esistere ben due tipi di tale strumento, uno materiale ovvero il tipico indumento che tende a nascondere completamente l’aspetto fisico della persona, e uno sociale che tende a nascondere il reale carattere, comportamento, pensiero, detto ciò parliamo del primo, non vedo perchè una persona debba usare tale indumento per uscire di casa, non è visibile, in pratica un fantasma ambulante, tanto varebbe se ne stesse rintanato tra 4 mura, almeno non metterebbe in difficoltà di ingombro e di vita, il prossimo! sarò stato un po’ drastico ma è guardare in faccia la realtà, senza metterci un burka di mezzo, adesso parliamo del sociale, non molto tempo fa ho conosciuto direttamente, ovvero di presenza, una persona, ho immediatamente provato una certa avversione, non antipatia, successivamente mi ero quasi ricreduto, mi son detto: questa volta mio, il tuo fiuto hs sbagliato! mai dire mai! come si cita ultimamente, caso vuole che per stranezze della vita, mi trovo a che fare anche nel web con tale presenza, faccio notare che il rapporto interpersonale è dovuto ad eventi sociali costanti, pressochè settimanali, orbene l’elemento in causa, tra le sue aspirazioni ha pure quella di apparire, fare l’attore, benissimo! ma osservando attentamente alcuni comportamenti, noto che si nasconde non chiarisce la sua posizione, va bene che le sue scelte in arte sarebbero quelle del mimo, ma anche costui pur non parlando esterna i suoi sentimenti, non li nasconde, è appunto la vera arte di un mimo, farsi capire senza parlare, ma nascondersi….ecco tornare la repulsione! come penso giustamente si dice, chi si nasconde, ha qualche cosa da nascondere, non che abbia molta importanza, la soluzione dovrebbe essere abbastanza semplice, un click per toglierla da un lato, e la totale indifferenza per toglierla dall’altro, penso la soluzione migliore, o forse ancor meglio se possibile, evitare di incontrarla, eviterei certo il senso di fastidio, bene! oggi è iniziata così, questa sera vedremo, buona giornata cgdg sono le 07.39 d.o.

LA SFINGE

sono le 20.42 del 29/01/2010

buona sera, chi l’avrebbe mai detto che una giornata iniziata male finisse veramente in gloria? forse proprio perchè l’inizio era pessimo, tutto il resto è risultato una gioia, e ben vengano queste gioie, tra l’altro, ho pure incontrato una sfinge! credo sappiate cosa è! orbene mi ha praticamente detto “sei ermetico!”…….cado letteralmente a terra! credevo di essere solo incomprensibile! pazienza vorrà dire che la mia gioia o il mio dolore saranno comprensibili e chiari solo per virgole, punti esclamativi e interrogativi! e io che speravo in qualche cosa di meglio! bello! questo punto esclamativo! quasi quasi ne aggiungo un altro! scherzi a parte, vi piacciono i racconti? le false favole? cercate tra i tag, racconti, il pensiero e cose simili magari possono pure piacervi! (meglio non gonfiarsi troppo!) con la massima falsa modestia vi do la buona notte e che domani inizi peggio di oggi! cgdg sono le 20.58 d.o.

NUVOLE? CHE IMPORTA!

sono le 11.47 del 29/01/2010

buon giorno! quella che sembrava essere la solita pessima giornata, è diventato una partita di wolley! un attimo sto per cadere e l’attimo suucessivo volo in alto! che importa se prendo colpi per risalire! l’effetto è quello di risalita il resto non ha importanza, si lamenta forse un pallone cacciato in rete quando subito dopo arriva un’ovazione! poverino, lui Forse non pensa, ma io dato che posso, direi proprio che gioirebbe, ho aggiunto un altro attimo a una giornata che, tutto sommato, mi ha fatto vedere il sole, a dispetto delle nuvole, caspita! ancora un po’ e mi liquefo! speriamo che la cosa duri! felicissimo vi saluto cgdg P.S. se volete unitevi pure voi! sono le 11.58 d.o.

ANCHE QUESTO E’ VIVERE

sonol le 10.26 del 29/01/2010

buon giorno, cavolo! anche questo è vivere! sì mi sono svegliato alle 5, ero pieno di rabbia, l’ho espressa, sono disgustato, vorrei distruggere questo mondo che mi circonda, che mi nausea e ricostruirlo in altro modo, migliore, poi leggo e sento qualcosa che mi manda tra le stelle e mi porta a pensare, come potrei sentire il dolce, se non sapessi cos’è l’amaro? come definire il bello se non avessi già visto il brutto? ti passa subito la voglia di modificare le cose, capisci che è giusto vivere ogni momento di questa pur inutile vita, meglio gustare gli anche pochi attimi piacevoli che riesce a darti, la cosa è lunga e complessa, dura da una vita e ci vorrebbe altrettanto per descriverla, per questo riesco a trovare il tempo di riportare solo qulche attimo di essa, in attimo fa pensavo a una persona uccisa da un cane, bisognerebbe forse eliminare tutti i cani? di certo no! poi vieni a sapere di altra persona salvata da un cane, bisognerebe allora gloriare, santificare tutti i cani? ancora no! dove stà il comportamento ideale? nella via di mezzo! ma quale è la via dimezzo? per me quà, per un altro un po’ più in là, più avanti, indietro, a destra, a sinistra, in alto, in basso, è meglio smettere di cercare ed aspettare, forse, come una bilancia, tutto  si posizionerà nel modo dovuto, lasciamo perdere tutto e non cerchiamo di capire, che caos! ho scritto forse una montagna di astrogogoli ma son contento e questo è importante per ora, poi….tempo al tempo! ciao a tutti siate lieti cgdg sono le 10.47 d.o.

DA ANNULLARE

sono le 06.09 del 29/01/2010

buon giorno, in questo periodo sono fuori dal mondo, tutto mi infastidisce, tutto mi irrita, sento un continuo brusio di lamenti attorno a me, motivo per cui ho deciso di indossare la corazza, chiudo le porte e le finestre, spengo la luce e decido di rimanere con me stesso, in questo momento unico e miglir amico, comunque il passo successivo è un post che avevo accantonato, se l’avevo scritto un motivo allora ci sarà stato e dunque esca! sprecato è fare le cose per non usarle bene o male che siano, passate una buona giornata almeno voi un caluto cgdg sono le 06.18 d.o.

sono le 22.18 del 03/01/2010

buona sera, mi ha appena contattato un’amica per sottopormi un caso, magari non sarà come gli altri in cui serve un contributo di adesioni, magari non servirà a nulla, ma ricordate! il nulla è tutto e viceversa, vediamo dunque quanto scrive quest ragazzo di 22 anni con seri problemi, in alcuni passaggi riconosco una parte del mio pensiero, percò inizio dalla lettera

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fhome.php%3Fref%3Dhome%23%2Fgattovince%3Fref%3Dnf&h=7cd467456e8b3d15262595fb10f1840e

http://www.facebook.com/gattovince?ref=nf#/note.php?note_id=229066741539&id=160728065362&ref=nf

GIOVANNI IL POETA VAGABONDO DELL’OSPEDALE DI ALCATRAZCondividi
 mercoledì 30 dicembre 2009 alle ore 20.55
Giovanni è un ragazzo di “Alcatraz”. Ascoltava Jack Folla alla radio e -quando non poteva- “mio papà lo registrava per me”. Giovanni è in un letto d’ospedale. Ma “non sto fermo un minuto”. La tastiera del Pc è il suo prato. Scorribande immobili. Giovanni ha l’anima dei poeti vagabondi che non sta ferma mai, come il mare.
Oggi pomeriggio mi ha scritto Giada, una sua amica. “Mi chiamo Giada, ho vent’anni e ho letto il tuo Alcatraz. Il libro non è mio, me l’ha prestato un amico, Giovanni. Da qualche mese gli è stata diagnosticata una malattia molto rara, l’aplasia midollare, l’unica cura è il trapianto di midollo osseo. Lui ha voluto reagire con forza e dignità, è ricoverato in ospedale da qualche settimana, ed avendo molto tempo ha iniziato a scrivere. Leggendo i suoi testi non ho potuto fare a meno di paragonarlo al tuo Jack, che entrambi apprezziamo e consideriamo quasi un modello di vita. A volte quando parliamo gli dico che sta diventando il mio secondo Jack Folla. Vorrei sapere cosa ne pensi tu, e se ti va di contattarlo.”
Con Giovanni ci siamo già scritti. Due vagabondi simili nel web fanno più in fretta a trovarsi di quanto impiego a comprare il giornale la mattina. Gli ho chiesto se potevo pubblicare questo testo in cui si racconta. Mi ha risposto che gli faceva piacere. Anche a me lo fa. Se dopo averlo letto, ne volete ancora, trovate i suoi racconti su http://hestia.altervista.org
Ma Giovanni è anche qui su FB, dal suo letto da campo dove vive e scrive, all’ospedale di Vicenza: http://www.facebook.com/gattovince
Ciao Giovanni, accetto al volo la tua proposta di “fare un po’ di pensiero insieme”. Lo sai, mi hai ricordato Alberto Moravia che, a causa di una tubercolosi ossea, doveva la sua fortuna di scrittore ai lunghi anni trascorsi in ospedale. Nel 1925, lasciato finalmente il sanatorio e recatosi a Bressanone per la convalescenza, attaccò a scrivere “Gli indifferenti”. Auguro al tuo sangue di resistere e vincere, a te, come Jack London, di vagabondare fra le stelle, e alle tue evasioni di diventare grandi romanzi.

VOI E NOI

di Giovanni Spitale

Leggo uno dei miei libri preferiti. È il dhammapada, un testo scritto attorno al primo secolo a.C., ma di origine più antica, di circa due secoli. È una raccolta dei detti del Buddha intorno a varie questioni. E la strofa di oggi è la numero 122, che recita «Non minimizzare una buona azione, non pensare che non avrà conseguenze. Una goccia dopo l’altra riempie la brocca, la serenità a poco a poco si accumula in una mente consapevole». Leggo questo mentre, in una asettica stanza di ospedale, guardo quattro flebo che gocciolano vita nei corpi di quattro compagni di sventura. Uno sembrerebbe essere il mio. Guardo alcune foto di qualche mese fa. Questo corpo, sorridente, ammicca dalla cima di uno dei picchi delle creste di San Giorgio, itinerario alpinistico che va da Solagna a Camposolagna. E devo chiedermelo, la mia formazione e la mia umana curiosità me lo impongono: come mai? Perché questa colossale differenza tra agosto e dicembre? La prima risposta che mi viene spontaneo darmi è di natura medica. Ti hanno diagnosticato una malattia rara, Giovanni, e piano piano il tuo midollo osseo sta morendo. Cosa vuol dire questo? Il tuo sangue è sempre più povero di globuli rossi, bianchi e piastrine. Quindi non puoi più fare sforzi fisici, perché affatichi il cuore, in ogni caso vai in affanno e ti manca l’aria; non puoi nemmeno rischiare di prendere una botta o di tagliarti, ne moriresti dissanguato, oppure di emorragia interna; non puoi, infine, correre il minimo rischio di infezione, essendo che le tue difese immunitarie sono praticamente azzerate: niente cibi normali, niente strette di mano, abbracci, baci, niente luoghi pubblici o treni, niente che non sia sterile. Mi viene in mente quella canzone di De André, il malato di cuore: «e ti viene la voglia di uscire e provare cosa ti manca per correre al prato, e ti tieni la voglia e rimani a pensare come diavolo fanno a riprendere fiato». Bella storia. La seconda risposta (preceduta dall’assunzione delle mie dosi quotidiane di antimicotico ed antibiotico) è più articolata. Non credo in Dio, non credo nella provvidenza, non credo nel fato. Sono una persona che non sarebbe del tutto sbagliato descrivere come materialista nel senso originario del termine, come qualcuno, insomma, che non abbia nel trascendente la sua ruota di scorta. Non che sia un facilone, non che sia un uomo di nessuna spiritualità, anzi. Sono solo molto concreto. Se dovessi individuare qualcosa in cui credo, direi che credo fermamente nella causalità, nel legame a volte invisibile tra le cose: quello per cui se vedo fumo immagino fuoco. Quello della logica e della scienza. Plic. Plic. Plic. Sangue altrui gocciola nelle mie vene, sangue che mi tiene vivo e che alimenta il fuoco delle mie domande.
La seconda risposta è che sono i numeri, i maledetti numeri, a rendere le cose così difficili a me ed ai miei compagni di sventura. Oggi, corridoio, voci: «sono finite le piastrine.» «ma il signor Natalino ne ha assoluto bisogno, e adesso!» «vediamo se ce ne danno da Schio, intanto bisogna aspettare.»
E tu, Giovanni, hai la speranza di trovare del midollo osseo compatibile. Ahi ahi ahi. Mediamente le probabilità di trovare un donatore compatibile sono uno a centomila, lo sai. Poi come se non bastasse hai voluto fare l’anticonformista ed hai un HLA, il tuo “codice di compatibilità”, molto raro. Quanto? Raro, come quantificarlo. Nel letto accanto al tuo un ragazzo di diciannove anni trattiene le lacrime mentre l’ennesimo esame richiede il suo tributo, la sua libbra di dolore. Si, ma quanto dolore ci vuole per farne una libbra? Eh…
Parlavamo di numeri: sarò schietto, dicendo che non ci sono abbastanza persone, tra “voi”, disposte a dare un po’ di loro per tenere in vita “noi”. Ci sono una serie di elementi autenticamente pazzeschi, in questa storia, cose che autenticamente siamo tutti portati a considerare devianti: Per iniziare, è pazzesco fare, a ventidue anni, i conti con la morte. Ma basta fare un giro in pediatria per vedere di peggio. Poi, questa cosa della statistica è una di quelle che in assoluto mi indispongono di più. Mi infastidisce quasi più del cocktail di farmaci che ogni sera quasi mi soffoca, costringendomi a dosi massicce di cortisone. Insomma, per farla breve, se centomila di “voi” si iscrivessero al registro donatori dopo un esame del sangue, probabilmente tra essi troverei una persona compatibile con me. E se quegli stessi centomila donassero anche una sacchetta di sangue, nessuno di noi dovrebbe più sperare negli avanzi di Schio. Questi i numeri su cui mi arrovello, mentre guardo le gocce che piano piano strisciano nel mio sistema circolatorio.
Poi, stanco, Giovanni, decidi di alzarti e di fare due passi in corridoio. Quanti come te incontri? Quante teste con i capelli radi o scomparsi, quante gote scavate, quanti occhi affossati? Centomila per ognuno di loro. Lo sai, anche tu, prima della malattia non avevi considerato la cosa se non in termini remoti. T’eri deciso solo, ironia della sorte, poco prima della diagnosi, ed il tuo appuntamento lo ha usato tua sorella. Quanti come te, Giovanni, muoiono ogni giorno semplicemente perché il loro centomillesimo, il loro uomo-medicina, non sa di esserlo? Fa impressione. Ti ricordi che hai fatto quando ti hanno fatto l’esame del midollo osseo? «Niente anestesia, voglio sentire quanto male fa, quale sia il prezzo in dolore della vita di un leucemico, di un talassemico, di un aplasico, …» E hai concluso che non era nemmeno troppo salato, specie considerando che chi dona in genere ha l’anestesia epidurale se non generale, e che in una settimana il suo corpo rigenera tutto il midollo donato. A te va anche relativamente bene, rispetto ad altri qui dentro: dei tuoi due milioni di staminali emopoietiche, le cellule che producono il sangue, ne hai ancora un 10%. Non puoi guarire, senza trapianto, ma puoi sperare di rimetterti, e se ti rimetterai avrai ancora una decina di anni prima che le tue cellule residue muoiano o impazziscano, iniziando a riversarti spazzatura nel sangue. Altri numeri. Eh, ma in dieci anni salterà fuori il tuo uomo-medicina. Forse.
C’è qualcosa di molto amaro e di molto dolce in questo forse, che è il capestro, la spada di Damocle sulle teste di così tanti di noi. C’è che i nostri figli, il nostro lavoro, la nostra casa al mare, la nostra compagna o il nostro compagno, le nostre passioni, il nostro futuro sono nel corpo di qualcuno che magari non sa nemmeno quale dono, quale potere abbia. Ho realizzato, guardando il gocciolio della mia flebo, che quantità di persone muoia per una ragione evitabilissima come il semplice non sapere. E quindi ho deciso di prendere il coraggio a due mani, e di dare testimonianza. Di fare una delle poche cose che mi riescono quasi bene, scrivere, e rendere noto a quanti possibile quanto sia facile salvare la vita a qualcuno. Ora, senso comune vorrebbe che io fossi affabile e remissivo e tenero e molto grato, parlando della gentilezza e della bontà di chi si dà agli altri in questo senso così letterale. Già detto. Voglio dire dell’altro, nel mio congedarmi, e non voglio smentire il mio carattere brusco e l’estremismo morale che mi hanno contraddistinto fino ad ora: se sai cosa puoi fare, se sai delle vite che puoi salvare, se sei nella condizione di farlo e decidi che non fa per te… Beh, gentile sorellina, simpatico fratellino, sentiti la coscienza un po’ sporca. Sentiti un po’ vigliacco. Hai in mano un salvagente che non hai voluto lanciare all’uomo a mare. Nessun rancore, sia chiaro, ma la prossima volta che senti della tal persona morta della tal malattia, abbi un po’ di rimorso. Così magari sarà il tarlo, la decisione da cittadino responsabile, da persona capace di rendersi conto dell’altro, del suo bisogno, del suo poter aiutare, a farti fare il passo decisivo e prendere il coraggio a due mani per fare la cosa giusta, la cosa migliore. E spero caldamente che non sia per Giovanni, per il tuo amico, per tua moglie, per il conoscente, per la persona nota. Spero che tu prenda la strada più bella, spero che tu ti dia per amore di un perfetto sconosciuto, amore dovuto ad un altro essere umano anche solo per essere tale. Probabilmente, Giovanni, ti hanno trovato sconveniente, spiacevole, esagerato. So che non te la prenderai. So che considererai la possibilità, e spererai comunque di aver fatto la cosa giusta, decidendo di puntare contro corrente una volta ancora, di decidere di toccare l’orgoglio, l’onore, l’amor proprio delle persone invece del solito pietismo. Sia mai, visti i tempi, che possa funzionare. Ma salutali ed abbi riguardo di loro, e ringraziali comunque, Giovanni: magari non lo sanno, ma sono sicuramente tutti uomini-medicina. E sia mai che…
Dhammapada, 1, 6: «Molti non vogliono sapere che siamo tutti destinati a morire. Ma nel momento in cui te ne rendi conto, tante discussioni diventano inutili.»

Siate consapevoli, per favore.

Giovanni.

 

RAZZISMO?

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sono le 21/04/2010

buona sera, in questi giorni sento tanto parlare di ricordo, di genocidio, di razzismo, mi sono chiesto: ma io, in quale posizione mi trovo? rifletto e deduco “razzista” si perchè difensore della razza umana, purtroppo però faccio parte di una famiglia simile alle formiche, appartengono tutte alla medesima razza, ma anche li ci sono le gerarchie, i guerrieri, le operaie o manovalanze e per finire ci sono le diversità sociali e di colore, quindi devo dire: non siamo molto al di sopra di una formica, forse solo in dimensioni, che delusione! saluti cgdg sono le21.12 d.o.

QUANTO COSTA?

http://cgdg46-ilpensiero.blogspot.com

niente ora niente data questo è unmessaggio lasciatomi altrove ma vista l’importanza, quanto costa pubblicarlo? pochi secondi, e dunque:

 

La sindrome di Down non è una malattia. Le persone con la sindrome di down non cercano una medicina, vogliono solo essere accettate e trattate come gli altri!!! Il 93% dei miei contatti non copierà questo messaggio. Spero che tu che stai leggendo ora, voglia far parte di quel restante 7% che metterà questo messaggio ne…lla bacheca per almeno un’ora… Grazie

un cordiale ringraziamento a chi si unirà all’impresa cgdg

ALLE VOLTE

manette.jpg

 

http://cgdg46-ilpensiero.blogspot.com

sono le 22.39 del 26/01/2010

buona sera, pur pesto e dolorante, da qualche giorno pure assente, non posso sottrarmi a rendervi prtecipi di questa notizia, letta per caso tanto per vedere cosa pensa e fa la gente attorno a me, la cosa mi ha veramente divertito, sotto un certo aspetto, le conseguenze eventuali invece, non divertirebbero certo gli eventuali trasgressori, mi omando anche: ma quando si modernizza, la clava non la si butta? leggete un po’:

Dura lex sed lex, dicevano i latini. Ma  in Gran Bretagna ci sono vecchie leggi che, più che incutere timore, fanno sorridere e nessuno le rispetta.

Inghilterra
A Londra, si rischia una multa se ci traveste da marinaio, perchè la cosa è vista come un modo per ingannare la legge ed è vietato andare in giro con una scala in mano. E’ anche fatto divieto far rotolare barili per strada, a meno che non si stia caricando un carretto. Neanche i bambini sono esenti da multe: pena di 500 sterline a chi gioca con l’aquilone o con qualsiasi altro gioco che possa recare fastidio alle persone, compreso scivolare con tavole sulla neve in città. E sempre a Londra se si resta senza soldi non è permesso chiedere neanche una sterlina a un estraneo perchè si rischia un’accusa come “persona oziosa, turbolenta e farabutta“.

Usa
Anche gli Usa non scherzano in quanto a leggi pazze: in Georgia non è consentito portare un cono gelato nella tasca posteriore dei pantaloni di domenica, in Alaska è legale sparare a un orso, ma è proibito svegliarlo mentre dorme per fargli una foto, in Wyoming è vietato fotografare i conigli per tutto il mese di giugno, in Nevada è illegale cavalcare un cammello in autostrada e nel Tennessee non è consentito praticare sesso orale.

Nel mondo
Di leggi pazze nel mondo ce n’è proprio per tutti i gusti: dal Canada alla Thailandia, dalla Corea del Sud alla Danimarca. Non manca neppure l’Italia, entrata nel novero per due leggi: è illegale la professione del “ciarlatano” e un uomo che indossa una gonna è passibile d’arresto. In Marocco, invece, è passibili d’arresto chi che possiede narcotici o che frequenta, senza saperlo, persone che li possiedono.Alle Hawaii è vietato infilare monetine nelle orecchie altrui. In Bolivia, un uomo non può avere rapporti sessuali con una donna e con la figlia di lei contemporaneamente. Nel Bahrein, il ginecologo può visitare solo guardando i genitali delle pazienti riflessi in uno specchio. Ai musulmani è proibito guardare i genitali di un cadavere, e questo vale anche per gli impresari di pompe funebri. In Indonesia la masturbazione viene punita col taglio della testa. A Hong Kong, una moglie tradita può uccidere il marito adultero, ma può farlo solo a mani nude e può uccidere come più le aggrada l’amante del marito. In Colombia, una donna può avere rapporti sessuali solo col marito e la prima volta dev’essere presente anche la madre di lei.

so di certo che in italia abbiamo moltissime leggi a questi livelli, penso che se si dovessero applicare tutte, ben pochi restarebbero immuni o fuori dal crcere, buona serata e pensate bene a quel che fate! cgdg sono le 22.50 d.o.

 

CONDENSATO?

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sono le 06.31 del 20/01/2010

buon giorno, potrei veramente dire huau! ho appena finito di vedere il dvd di cui sopra, a quanto pare, ciò che penso, deduco e cito, sembrerebbe quasi essere un  condensato dei pensiri di questi 3 filosofi, l’ascolto è stato molto interessante, dovrò riprenderlo altre volte e farmi degli appunti, prorio per poter disquisire meglio su quanto dico, anche se magari ad altri non importa, buona giornata cgdg sono le 06.38 d. o.

sono le 11.43 del 22/01/2010

buon giorno, vorrei sottoporvi alcune delle afermazioni, citazioni da me ritenute interessanti, partamo dunqe da socrate:

1) se fosse necessario o commettere ingiustizia o subirla, scieglirei di subire ingiustizia piuttosto che commetterla.

2) esiste un solo bene, la conoscenza, un solo male, l’ignoranza.

3) la pena che i buoni devono scontare per l’indifferenza alla cos pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.

4) la vera saggezza sta in colui che sa di non sapere.

5) è opportuno che il malvagio venga punito, quanto lo è che il medico curi l’ammalato

direi che non esiste divario in attualità, e adesso passiamo a platone:

1) la democrazia è una forma piacevolissima di governo, piena di varietà e disordine, e dispensa una sorta d’eguaglianza agli eguali come agli ineguali

2) chissà se ciò che è chiamato morire è vivere, oppure se vivere è morire.

3) ci sarà un buon governo solo quando i filosofi diventeranno re o i re diventeranno filosofi.

4) gli uomini condannano l’ingiustizia perchè temono di poterne essere vittime, non perchè aborrono di commetterla.

5) l’anima di un uomo è immortale e incorruttible.

su alcune sue note a livello politico, avrei da disquisire, ma erano altre condizioni, per ultimo aristotele :

1) è a causa del sentimento della meraviglia che gli uomini ora, e al principio, cominciano a filosofare.

2) chi vuole comandare deve saper servire.

3) gli inferiori si ribellanoper essere uguali agli uguali e gli uguali per essere superiori, questo è lo stato d’animo da cui nascono le rivoluzioni.

4) sono un amico do platone ma ancor più amico della verità.

5) la dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli.

e per il momento lascio spazio alle cosiderazioni  cgdg sono le 12.13 d.o.