il pensiero 10

non disperate! sono le 04.16 del 27/04/09 dopo più di un’ora l’ho slvato nel cestino! NORMALE ciao  cgdg

hop là rieccomi qua e… hi…hi…hi… scusate ma ho notato la rima, dunque! sono le 12.58 del 27/04/09

come avrete capito dovrò faticare per ricostruire ciò che avevo scritto, è decisamente più facile esprimendo il pensiero direttamente.

avevo in mente di fare un rapido riepilogo delle deduzioni principali e quindi dare inizio a una sorta di tabella, per facilitare la stesura, atta a definire alcuni fattori già presentati ed eventualmente da ampliare durante il percorso se lo riterrò opportuno

(?) il pensiero, il tempo ieri-oggi-domani, lo spazio, l’universo, il suo respiro insomma la certa “COSA” che è all’origine

(E) il/gli elettroni da me concepiti ovvero i messaggeri, operai, insegnanti estensioni del (?) e usate nel processo del suo movimento

dunqe! come avevo già accennato (?) assomiglia molto ad un vento (respiro) anche perchè, oltre ad avere un suo percorso, alle volte crea dei vortici, per cui alcuni eventi si ripresentano: vedi le guerre, le deuzioni da me fatte e simili ad altre dopo oltre due millenni ed anche i grandi personaggi Alessandro Magno, Giulio Cesare, Napoleone e… perchè no? Hitler

noterete che la mia grammatica e punteggiatura è alquanto estemporanea e personale, non fateci caso! spero sia sufficiente per farmi capire

i miei elettroni, nel loro continuo movimento, ricordiamo l’atomo, si arricchiscono man mano di nuove esperienze, ricordiamo la fame, formando così la catena dei cosidetti valori ereditari, c’è però da dire che, come noi per primi notiamo nel nostro piccolo, non tutti sono volenterosi e alacri ma molti di essi si accontentano di ciò che hanno attorno, si adagiano insomma sono dei fannulloni, questi, ipotizzo, sono qelli che formano la materia “inerte” non “morta”! come dalla citazione precedente, esiste il movimento, essi si disgregano alle volte e per altri motivi, vedi vortici, casualmente si reincontrano riaggregandosi con tutte le nuove nozioni e capacità acquisite, sono anch’essi perenni.

per qesto ovvio motivo, già da moltissimo tempo, ho abbandonato ogni credenza religiosa prchè ritengo che esse siano la stessa intuizione da me formulata per esprimere il concetto di (?) ma sia stata strumentalizzata da alcuni per trarne profitto, vantaggi, cercando di mantenere altri al di sotto delle loro capacità, per ciò non considero la “morte” come tale ma solo la dissociazione tra (E) laboriosi e altri pelandroni, i primi, per questo motivo, continuano nella loro inoperosità trsformandosi senza costrutto, dando così inizio a quella che noi chiamiamo: disgregazione della carne, gli altri invece, e quì vedi l’assonanza tra le religioni, migrano con il preciso intento di acquisire nuove esperienze e sono stati ridotti alla voce di “anima” a dar forza a ciò vi è anche una credenza orientale che sfiora la mia ipotesi ovvero la “reincarnazioe”.

quanto ho esposto penso possa dare un buono spunto di riflessione vi auguro una buona giornata arrivederci   cgdg   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il pensiero 9

carissimi buona sera! sono estasiato! qualcuno oggi, un amico che ben conosco, mi ha fatto un grandissimo regalo! ha scritto alcune cose di cui avevo parlato così bene, sia perchè sono passati diversi mesi, sia per la precisione e l’ordine sequenzialedel racconto.

mi pare di ricordare che non fosse in un’unica esposizione, comunque, per RICORDO e come una delle tante fasi STRANE di cui ancora certamente scriverò voglio inserirlo in un episodo del PENSIERO ah dimenticavo sono le 20.02 del 18/04/09

questo è quanto avevo iniziato a tale data! oggi sono le 19.02 del 26/04/09

purtroppo in questo lasso di tempo ho avuto dei grossi problemi con dominick (il mio computer) in sostanza visitando internet alcuni “scarafaggi” sono riusciti ad annidarsi nell’HD obbligandomi così alla sua sostituzione e contestualmente al rinnovo e reinserimento dei vari file e programmi.

la parte successiva a questa sarà quindi la copia della MAIL ricevuta: riscritta da me per evidente insuccesso nei molteplici tentativi di trasferimento, non sono riuscito a esportare la pagina WORD nuda e cruda.

con questo vi ringrazio prper l’eventuale attenzione e auguro una buona serata     cgdg

AUTOCURA

                                                                                   AUTOCURA
Sai, non so se dirti quello che mi è capitato perchè ho paura che tu mi prenda per pazzo…ma ieri ci ho pensato su tutto il giorno…insomma…
La scorsa notte mi è tornato l’acuto dolore al fegato e allo stomaco.
Di dolore ai visceri ne so qualcosa.
Come sai, dopo la mia ultima crisi acuta al pancreas sono stato ricoverato d’urgenza all’ospedale.
Con quella del pancreas me la sono vista brutta.
Insieme ai dolori è tornata la paura.
Questa volta però, si sono risvegliate in me delle forze – non so che altro termine usare – che non sapevo nemmeno di possedere.
Ma soprattutto non credevo che tali risorse, inervenute in mia difesa contro il dolore, potessero agire nel modo in cui lo hanno fatto e che ora cercherò di descrivere.
Devo riconoscere che non sono stato propriamente io a metterle in moto ma qualcosa in me di misterioso che ha dettato con precisione le fasi di questa complessa operazione. 
Ma andiamo per gradi.
Prima di tutto c’è stato un fortissimo dolore; poi la paura e la preoccupazione di dover ricominciare la via crucis del percorso ospedaliero: da qui è partito in modo spontaneo lo stratagemma che la mia immaginazione ha utilizzato per raggiungere la profondità nascosta dei miei organi interni al fine di risolvere la questione.
E qui comicia il bello.
Il mio cervello si è come sdoppiato, o meglio, la parte sinistra e quella destra hanno cominciato a lavorare in modo autonomo.
La parte sinistra ha mantenuto i consueti percorsi di pensieri e immagini legate alla mia vita quotidiana: con essa ho dunque continuato a pensare a ciò che di solito mi viene in mente prima di addormentarmi.
La parte destra, invece, si è messa in moto in modo sorprendente.
E’ come se un minuscolo occhio si fosse fatto largo all’interno del mio corpo e avesse raggiunto il posto da cui sentivo giungere il dolore.
Così ho potuto vedere una sorta di grosso insetto schifoso conficcato per metà dentro il mio fegato: un animale nero e indaffarato che cercava di penetrare più a fondo
Vedevo soltanto la sua parte posteriore… pelosa… e fornita di zampe, anch’esse pelose, i cui movimenti favorivano il suo spingersi dentro la mia carne dolorante.
Vincendo un’indicibile ribrezzo ho afferrato quella specie di zecca spaventosa ed enorme ed è iniziato il mio tentativo di tirarla fuori.
Ma la fatica che provavo nel cercare di tirarla fuori era quasi sovrumana.
Ogni centimetro conquistato mi costava uno sforzo tremendo.
Più mi prodigavo per disincarnarla e più il dolore sembrava acutizzarsi, come se la bestia si fosse attaccata con le fauci e le zampe anteriori in modo così tenace da lacerare i tessuti de mio fegato ad ogni strappo.
Grondavo sudore e temevo di non riuscire a liberarmene ma, a forza di fare, finalmente l’ho stanata.
E, una volta tolta di lì, non era più un insetto con zampe, peli, ecc… ma un ammasso nero,vivoe brulicante… ancor più repellente… che sentivo e sapevo di dover spszzare via.
Questa cosa viva la percepivo come una e molteplice nello stesso tempo.
Era inquietante ma non potevo mollare.
Il mio lavoro consisteva nel raschiarla via gettandola in un buco nero che si era aperto davanti a me e che sapevo di poter svuotare andando a orinare.
Ma per quanto mi dessi da fare a spingere e scaraventare nel buco quel cumulo vivo di sostanza immonda il mi sforzo sembrava inutile: avevo la sensazione che il mucchio formicolante tendesse ad aumentare piuttosto che diminuire.
Soltanto dopo molto tempo mi resi conto che il pullulare minaccioso di quella roba cominciava a calare e che la mia fatica non era spesa invano.
Nel frattempo però iniziavo a sentire distintamente un’altra fitta di dolore, questa allo stmaco, ed ebbi la certezza che era giunto il momento di andare a combattere anche là.
Adesso avrei dovuto lottare su due fronti.
Come fare?
In verità non me lo chiesi nemmeno e anche questa volta la risposta giunse spontanea e altrettanto impensata.
La parte destra del mio cervello si divise ulteriormente in due e, mentre una di tali frazioni continuava a occuparsi dell’animata porcheria in cui si era trasformato l’orrendo insetto inviando sul luogo le forze necessarie a spazzarla via, l’altra parte dirigeva un piccolo occhio verso la massa umida del mio stomaco.
Qui la scena che si presentava era diversa ma non meno allarmante.
C’era un fiume che scendeva verso il basso e, in mezzo ad esso, emergeva un grosso scoglio che divideva il corso d’acqua in due.
Era questo ostacolo l’origine del mio dolore.
Non chiedetemi come facevo a saperlo.
Sapevo soltanto, come prima, che dovevo rimuoverlo.
Provai dunque a spingere la roccia scura e viscida nella direzione del flusso ma senza risultato.
Come un grosso dente nero e dolorante il pietrone se ne stava lì piantato e non c’era verso di muoverlo.
Per scardinarlo avrei dovuto agire su più punti di esso, tutto intorno, esercitando la mia pressione su tutti i lati.
L’acqua iniziò quindi ad agitarsi e il fiume si trasformò in un vortice schiumoso che ruotava intorno alla maledetta roccia.
Di nuovo provavo una fatica immane, come se tutta quella forza dell’acqua fosse sottrata a me.
Intanto l’altra parte del mio cervello destro non cessava di lavorare per ripulire del tutto il mio fegato e lo faceva, ora, attraverso un piccolo esercito di spazzini a cui aveva impartito l’ordine di raggiungerlo con il compito di perseverare, senza indugio, nella bonifica… mentre il grosso delle mie energie era occupato altrove.
I soldati-spazzini stavano compiendo egregiamente il loro lavoro quando, sull’altro fronte, anche il masso dava segno di cedere.
Dapprima si nosse lentamente, poi cominciò a dondolare tra i flutti finchè non si spezzò in due e via via prese a rompersi in frammenti sempre più piccoli che ora l’acqua riusciva a portarsi via.
In questo modo è cessato il dolore allo stomaco.
Per quanto riguarda il dolore al fegato, il lavoro del mio piccolo esercito deve continuare tuttora, per tenerlo a bada, ma sono tranquillo perchè i minuscoli soldati-spazzini svolgono le operazioni di pulizia in modo eccellente e sono sicuro che riusciranno a mantenere l’ordine tra le pieghe dei miei organi.
                                                                                                          *****
Quando avevo circa undici anni mi sono scorticato il dito indice della mano sinistra con la catena della bicicletta… anche l’unghia si era sollevata ma io, testone – ancora oggi sono così – non l’ho disinfettato
Mi venne dunque una brutta infezione.
Allora credevo ancora nel dio cristiano e negli angeli, arcangeli, ecc… quindi pensavo di avere un angelo custode.
Pregai qest’ultimo di intervenire.
Ricordo che ero davanti a una finestra luminosa quando il dolore al dito scomparve quasi per incanto.
Nel giro di un paio di giorni sparì ogni segno della ferita.
                                                                                                          *****
Un’altra volta, qualche tempo fa, mi era comparso, appena sotto il labbro inferiore, un piccolo porro che mi dava un grande fastidio soprattutto quando mi radevo la barba. Finiva sempre che lo tagliavo e iniziavo a sanguinare.
Decisi quindi di rivolgermi al mio medico il quale, dopo avermi esaminato, mi prenotò pr un piccolo intervento che mi avrebbe liberato dal fastidio.
In realtà non ce ne fu bisogno perchè,un paio di giorni prima,il porro si era notevolmente ridotto e, la mattina in cui mi sarei dovuto presentare per l’intervento, era completamente svanito. 
                                                                                                          *****
Scritto da D.T.  su narrazioni di cgdg     APRILE 2008

il pensiero 8

buona sera sono le 20.15 del 15/04/09 rieccomi qui per raccontare una storiella imbastita questa mattina e terminata dopo pranzo, il motivo e il significato concluderà ilracconto.

una mattina un tizio si sveglia, si alza, apre la finestra e guarda fouri, è una bella mattina di primavera, un po’ fresca ma con uno splendido sole, decide quindi che è un ottimo momento per fare una bella passeggata, si veste, prepara una bisaccia con la colazione ed esce di casa, decide quindi di andare per prati, boschi e perchè no, colline onde godersi oltre alla natura, il panorama.

si avvia quindi per i prati e per i campi, i viottoli che percorre no sono certo asfaltati! deve quindi fare attenzione a dove mette i piedi per non inciampare, nel far ciò, nota a terra, lungo il percorso, dei ciottoli e dei pezzetti di vetro colorati, di strane e diverse forme, incuriosito inizia a raccoglierli e a metterli nella bisaccia, la passeggiata è bella e piacevole, il paesaggio stupendo! prati, fiori, farfalle, alberi, uccelli e molto altro, però camminare a lungo stanca! decide quindi di fare ritorno.

giunto a casa, entra,appoggia la bisaccia su tavolo e sentendola pesante, decide svuotarla rovesciandola, i vari ciottoli,pietruzze,pezzi di vetro si spargono sul ripiano, cadendo alla rinfusa però, egli nota, si viene a formare quasi una figura di qualche cosa di famigliare, decide quindi di sedersi e provare a vedere se è possibile con questi realizzare altre figure, scegliendo attentamente tra i vari colori e forme inizia  a formare de disegni diversi : un quadrato, un cerchio, un sole co i raggi, uno spicchio di luna ecc. sempre smontando le figure, riutilizzanndo i frammenti di tipo e colore più opportuno egli si diletta così senza rendersene conto per il resto della giornata.

scende la sera, inizia a sentire una certa stanchezza e sonnolenza decide così senza tanti preamboli di mollare tutto e mettersi a dormire!

così finisce la mia storia ed ora vi illustro i vari significati.

il tizio sono io, la bisaccia è il mio cervello,la mia mente, la passeggiata è il percorso della vita, i vari ciottoli sono le cose viste,sentite,ipmarate ed i vari pensieri, i disegni sono il frutto di una scelta accurata dei vari ciottoli per formare un ideale, un’opinione e forse un pensiero globale,il sonno rappresenta la fine della vita.

faccio notare che i ciottoli sono rimasti sul tavolo con l’ultimo disegno, molto probabile quindi che, un domani forse, un altro tizio si svegli e provi a rifare quello che io avevo già fatto e forse qualche cosa in più e migliore.

buona notte, pensateci!   cgdg

 

il pensiero5

buona sera,oggi,forse il maltempo,mi sento un tantino depresso non sarò quindi molto loquace.

non essendo in forma pe affrontare nuovi argomenti,mi vglio soffermare a esporre il mio pensiero inerente a un commento ricevuto.

il punto che mi ha colpito ma già previsto è il confronto platone/parmenide,in testa mi è presente il nome demostene che forse non c’entra, a prescindere dai nomi diciamo che : 1 affermava un nulla assoluto mentre il 2 contestava con il relativo da esempio posto “il rosso non è rosso prchè diverso dal giallo,ma perchè è rosso” pone,commettendo un errore,una condizione assoluta!

io ero arrivato alla definizione nulla/tutto con le mie riflessioni,senza nulla sapere di loro e da loro enunciato,passando quindi dalla prima ipotesi alla seconda e pur condividendo entrambe,sono diverse perchè valutate da 2 persone ed angoli di vista diversi,sono più propenso per una terza : non c’è nulla e non vi è il tutto ma bensì il “pensiero”, di cui parlerò in seguito cercando di illustrarne la potenza e la dimensione,esso domina e si interpone in tutte le situazioni,da tenere presente l’impossibilità di raggiungere ilvero significato ed il fatto che le mie valutazioni sono personali e soggette,pur lasciando una traccia di base,ad essere viste in modo totalmente diverso a seconda della piega che possono prendere nel contesto del discorso o dei parametri di valutazione usati.

sperando che ci si capisca almeno una piccola parte di quanto scritto cordialmente saluto e (meglio) vado a dormire   cgdg

 

qualcuno mi stà dicendo che aprire un blog e gestirlo o scrivere qualche cosa di interessante sia un gioco da ragazzi !

probabilmente non mi vede,alle 2 di notte,assetato di legami,commenti,infomazioni,per ampliare la propria visuale globale sull’universo,usando quanto può avere dalla tecnologia,arrabattarmi a battere su dei tasti che vede ma non ne capisce ancora la vera funzione!

forse sarà perchè tutto sommato non sono più un “ragazzo” ! (e ridagli col punto esclamativo!!!)

vi ringrazio per la cortese attenzione,spero dopo questo sfogo di riuscire a prender sonno,comunque sono sempre presente su “http://ilpensiero2.myblog.it”provate a leggere il seguito,errori permettendo.

felice notte  cgdg